Le train bleu di Darius Milhaud

02/11 - 14.35

Nel primo pomeriggio ascoltiamo Le train bleu, balletto in un atto di Darius Milhaud su soggetto di Jean Cocteau. Igor Markevitch dirige l’Orchestra Nazionale dell’Opéra di Montecarlo.

Scritto nel 1924 e messo in scena con la coreografia di Bronislava Nijinska, Le train bleu si colloca nella stagione parigina dei Ballets Suédois, compagnia rivale dei Ballets Russes di Diaghilev. L’opera si inserisce nel clima mondano e cosmopolita dell’Europa postbellica, dove l’estetica del divertissement leggero e ironico si intreccia con la sperimentazione formale .

Milhaud costruisce una partitura brillante e spregiudicatamente eclettica, in cui il linguaggio politonale e jazzistico si fonde con materiali tratti dalla musica popolare urbana e dal music-hall. L’orchestra, di dimensioni ridotte, restituisce un colore terso e tagliente, coerente con la dimensione “cubista” e caricaturale del soggetto: una parodia della vita mondana sulla Côte d’Azur, popolata di sportivi, turisti e divi dell’epoca.

Il balletto – con scene di Picasso e costumi di Coco Chanel – incarna lo spirito degli “Années folles”, in cui l’arte si confronta con la modernità, la velocità e il consumo. Le train bleu non mira alla profondità psicologica né al pathos drammatico, ma piuttosto a un’ironia disincantata, specchio di un mondo che celebra se stesso nell’atto del movimento.

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