31/10 - 18.20
Nel pomeriggio ascoltiamo una selezione dalle Visions fugitives op. 22 di Sergej Prokof’ev eseguita dal pianista Sviatoslav Richter in una registrazione effettuata a Salisburgo nel novembre 1979.
Composte tra il 1915 e il 1917 e pubblicate nel 1918, le Visions fugitives rappresentano uno dei vertici del primo Prokof’ev pianistico: un ciclo di venti miniature che unisce l’immediatezza dell’intuizione improvvisativa a una raffinatissima ricerca timbrica e armonica. Il titolo, tratto da un verso di Konstantin Bal’mont (“nelle fuggevoli visioni io vedo mondi interi pieni di giochi colorati”), rivela già l’estetica del frammento e dell’evanescenza che percorre l’intera raccolta.
Queste pagine nascono in un periodo di profonda trasformazione: l’ultimo scorcio della Russia prerivoluzionaria, tra fermenti simbolisti e avanguardie, in cui Prokof’ev si afferma come figura d’avanguardia capace di fondere l’eredità del tardo romanticismo con l’ironia e la spigolosità del nuovo secolo. Le Visions fugitives dialogano con il Debussy più rarefatto e con le armonie sospese di Scriabin, ma si distinguono per il taglio angolare e la vitalità ritmica tipicamente prokof’eviana.
Ciascun brano è un frammento autosufficiente, costruito su cellule melodiche minime e colori cangianti: un laboratorio di idee che anticipa le future conquiste stilistiche del compositore. In queste miniature, Prokof’ev sperimenta con un linguaggio che oscilla tra lirismo intimo, ironia giocosa e modernismo tagliente, una galleria di “visioni” tanto effimere quanto rivelatrici del suo genio.