17/04 - 16.54
Leonard Bernstein dirige due Concerti composti da Béla Bartók nella piena maturità. Li esegue la New York Philharmonic Orchestra.
In apertura ascoltiamo il Concerto per orchestra scritto nel 1943 durante l’esilio americano. La partitura si articola in cinque movimenti: Introduzione: Andante non troppo, Allegro vivace – Giuoco delle coppie: Allegretto scherzando – Elegia: Andante non troppo – Intermezzo interrotto: Allegretto – Finale: Pesante, presto.
Qui, come evidenziava Sergio Sablich, siamo di fronte a “un ritorno alle esperienze compiute in gioventù, rivisitate ora con la saggezza dolorosa della vecchiaia, riunendo le espressioni di un patrimonio culturale e musicale che da Liszt, Brahms, Strauss e financo Debussy arriva al tocco leggero di quell’autentico filone etnico magiaro, tanto amato e indagato da Bartók nel corso di tutta la vita”.
A seguire troviamo il Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra Sz. 95 con Philippe Entremont alla tastiera. Articolata in tre movimenti – Allegro – Adagio, presto, adagio – Allegro molto, presto – la partitura prese forma tra il 1930 e il 1931 per poi essere eseguita per la prima volta il 23 gennaio 1933 sotto la bacchetta di Hans Rosbaud con l’autore al pianoforte. Come ricorda ancora Sergio Sablich, rispetto alle prove precedenti, in questo concerto “il gesto espressivo si fa più composto ed essenziale, traendo un ordine unitario dall’equilibrio e dalla spiccata personalità espressiva degli elementi tematici”.