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Accostiamo due pagine di Paul Hindemith: Metamorfosi sinfoniche su temi di Carl Maria von Weber e Konzertmusik per orchestra d’archi e ottoni op. 50: Parte I. Le ascoltiamo nell’esecuzione della New York Philharmonic Orchestra diretta da Leonard Bernstein.
Composte nel 1943 per l’orchestra sinfonica di New York, le Metamorfosi sinfoniche su temi di Carl Maria von Weber rappresentano una delle opere più emblematiche della maturità neoclassica di Paul Hindemith. Il titolo, apparentemente celebrativo, cela una profonda riflessione sulla tradizione tedesca e sul rapporto tra passato e modernità in un’epoca di crisi storica.
Scritta nel 1930 su commissione di Serge Koussevitzky per il cinquantesimo anniversario della Boston Symphony Orchestra, la Konzertmusik op. 50 è uno dei manifesti della nuova oggettività (Neue Sachlichkeit). La prima parte dell’opera si distingue per la densità contrappuntistica e la tensione architettonica, che trasformano il principio barocco del concerto grosso in una sintesi orchestrale del tutto novecentesca.
Le Metamorfosi sinfoniche e la Konzertmusik rappresentano due momenti complementari del pensiero musicale di Hindemith: la prima più lirica e riflessiva, la seconda più costruttiva e architettonica. In entrambe, il compositore elabora una concezione etica della forma, in cui la musica si fonda su logica, equilibrio e coerenza interna, come eredità viva del contrapunctus bachiano.
Se nella Konzertmusik l’oggetto è la “purezza della struttura”, nelle Metamorfosi tale struttura diventa anche strumento di memoria e trasformazione storica. La dialettica tra razionalità e spiritualità, tra artigianato e poesia, unisce così i due lavori, che insieme delineano la sintesi più compiuta dell’“umanesimo musicale” hindemithiano.