11/11 - 16.41
Questo pomeriggio vi proponiamo due esempi di minimalismo statunitense: Grand Pianola Music di John Adams e Vermont Counterpoint di Steve Reich. Entrambi i brani sono eseguiti dai Solisti New York diretti da Ransom Wilson.
Scritte entrambe nel 1982, queste pagine testimoniano la maturità di un minimalismo che da un lato insegue una purezza astratta e processuale (Reich) e dall’altro declina una vitalità ibrida e autoironica (Adams). Ad accomunarle è il desiderio di conciliare rigore e piacere sonoro, struttura e immaginazione.
Con Vermont Counterpoint, Reich spinge alle estreme conseguenze la propria poetica del pattern e della stratificazione ritmica generando un intreccio di pulsazioni che si trasforma da rigorosa struttura processuale in un tessuto sonoro luminoso e organico. La sensibilità lirica e la raffinatezza timbrica aprono la via alle sue successive esplorazioni della polifonia strumentale e vocale.
Adams, in Grand Pianola Music, rielabora invece l’eredità minimalista in chiave ironica e quasi sinfonica. Il linguaggio motorio e reiterativo si espande in un caleidoscopio orchestrale con enfasi pop, echi di Beethoven, di Rachmaninov e del kitsch americano. L’opera, a lungo discussa per la sua ostentata teatralità, afferma una nuova libertà espressiva che trasforma la disciplina minimalista in spettacolo, parodia e lirismo.