25/03 - 16.41
Barry Tuckwell corno e Vladimir Ashkenazy al pianoforte eseguono due pagine scritte per questi strumenti da Beethoven e Schumann.
In apertura ascoltiamo la Sonata in fa maggiore op. 17 per corno e pianoforte composta da Beethoven nel 1800 per il corno naturale già superandone i limiti tecnici e trasformandolo in un autentico protagonista cameristico. Il dialogo con il pianoforte è brillante e serrato, giocato su contrasti dinamici e su un’energia ritmica che riflette il primo stile di Beethoven: accanto alla vivacità dei movimenti estremi, il tempo centrale offre una cantabilità distesa, mettendo in luce una dimensione lirica spesso sottovalutata nello strumento.
Quasi mezzo secolo più tardi, nel 1849, Schumann scrive Adagio e Allegro op. 70 per corno e pianoforte in un contesto ormai segnato dall’introduzione del corno a pistoni, che amplia sensibilmente le possibilità tecniche ed espressive. L’opera – originariamente pensata anche per altri strumenti, ma divenuta centrale nel repertorio del corno – si muove tra due poli fortemente caratterizzati: l’Adagio, intensamente cantabile e introspettivo, e l’Allegro, animato da slancio e brillantezza, in cui emerge una scrittura libera e appassionata.