17/10 - 06.32
Stamani affianchiamo due brani intitolati entrambi Non sa che sia dolore firmati da Luzzasco Luzzaschi e da Johann Sebastian Bach.
Pur lontani nel tempo e nello stile, i due Non sa che sia dolore tracciano un ideale ponte nella storia della musica europea. In Luzzaschi, il dolore è affetto amoroso e conoscenza interiore, espresso attraverso l’intreccio cromatico e psicologico del madrigale rinascimentale; in Bach, diventa sentimento morale e universale, trasfigurato nella limpida cantabilità e nella misura del gusto galante. Tra le due opere corre il filo dell’eredità italiana: la cantata bachiana, con il suo testo in italiano e la scrittura melodica ispirata al teatro scarlattiano, rielabora proprio quella tradizione espressiva di cui Luzzaschi fu tra i primi artefici. Entrambi, infine, si collocano su una soglia storica — Luzzaschi al tramonto del Rinascimento, Bach alla fine del Barocco — e in questa posizione di confine trovano la loro più alta intensità poetica.