Notti nei giardini di Spagna di Manuel de Falla

21/11 - 22.29

Notti nei giardini di Spagna – scritto tra il 1909 e il 1915 – occupa una posizione singolare nel catalogo di Manuel de Falla: non è un concerto per pianoforte nel senso tradizionale né un semplice poema sinfonico, ma un ibrido poetico in cui il pianoforte assume il ruolo di voce interiore. Composta durante il soggiorno parigino di de Falla, questa pagina riflette tanto l’influenza di Debussy e Ravel quanto l’interesse dell’autore per il patrimonio andaluso.

La struttura tripartita – En el Generalife, Danza lejana e En los jardines de la Sierra de Córdoba – non segue un percorso narrativo, ma procede per evocazioni. L’orchestrazione, raffinata e ricca di colori, sfrutta i timbri in funzione atmosferica: gli archi sospesi evocano la luminosità notturna dei giardini, i legni delineano arabeschi melodici di gusto orientaleggiante, mentre il pianoforte, spesso trattato per rapide increspature o figurazioni puntillistiche, diventa una sorgente di luce, un elemento mobile che anima e frammenta il tessuto orchestrale. L’eredità romantica e folklorica si intrecciano in un linguaggio inedito in cui convergono memoria e immaginazione.

Se la critica dell’epoca, talvolta disorientata dall’indeterminatezza formale e dall’assenza di virtuosismo esibito, faticò a catalogare l’opera, oggi Notti nei giardini di Spagna è riconosciuta come uno dei capolavori del modernismo iberico. L’ascoltiamo nell’esecuzione del pianista Aldo Ciccolini con la Royal Philharmonic Orchestra diretta da Enrique Bátiz in una registrazione del maggio 1964.

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