Il Quartetto in sol minore di Ralph Vaughan Williams appartiene alla stagione giovanile del compositore inglese e risale al 1898, quando l’autore non aveva ancora definito compiutamente quel linguaggio modale e pastoral-britannico che lo avrebbe reso celebre. Rimasto a lungo in ombra rispetto ai capolavori della maturità, il lavoro è stato riscoperto e pubblicato solo nel secondo Novecento, rivelando un tassello prezioso della sua formazione cameristica.
Articolato in quattro movimenti, il Quartetto guarda con evidenza alla tradizione tardo-romantica continentale: Brahms e Dvořák sono modelli percepibili tanto nell’impianto formale quanto nella scrittura tematica, densa e appassionata. Il Primo movimento espone un materiale drammatico e serrato, mentre lo Scherzo introduce una vivacità ritmica più leggera. Il Movimento lento lascia emergere una vena lirica già personale, sospesa e contemplativa, preludio a quell’intimismo che diverrà cifra distintiva dell’autore. Il Finale ricompone le tensioni in un discorso energico e compatto.
Ascoltiamo il Quartetto in sol minore di Ralph Vaughan Williams nell’esecuzione del Quartetto Britten.
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