Richard Strauss: Sonata per violoncello e pianoforte

25/07 - 13.11

Ascoltiamo la Sonata per violoncello e pianoforte in fa maggiore op. 6 di Richard Strauss nell’interpretazione di Johannes Moser al violoncello e Paul Rivinius al pianoforte.

Scritta nel 1881 e rielaborata due anni più tardi per la pubblicazione, la Sonata appartiene allo Strauss prima maniera. Precede cioè il colpo di fulmine wagneriano che lo condurrà sulla via del poema sinfonico e, poco dopo, del dramma musicale. I riferimenti per il giovane Strauss, che nel 1881 aveva diciassette anni ma componeva già dai sei, sono dunque quelli della grande tradizione classico-romantica. Nella Sonata, in particolare, sono ben riconoscibili Schumann e Brahms nel primo movimento e l’ultimo Beethoven con Schubert nel secondo, mentre è costante la presenza di Mendelssohn da cima a fondo.

Emergono però in nuce alcune caratteristiche dello Strauss maturo che danno così un’impronta personale alla composizione, tutt’altro che scolastica. Originali sono già il gusto per armonie audaci e il trattamento consapevole della forma (il fugato che chiude lo sviluppo nel primo movimento, sfruttando il materiale tematico d’apertura, prepara ed esalta l’approdo alla ripresa). Colpisce poi la ricchezza d’idee, le quali però non vengono affastellate forzatamente; motivate nella logica musicale e calibrate con abilità, non minano l’unità di carattere del pezzo. Si direbbe, ad esempio, che il terzo e ultimo movimento germogli tutto dal carattere del primo tema, che passa non senza cognizione di causa dall’attacco burlesco a una chiusa pensosa.

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