Ritratto d’autore: Gustav Holst

25/06 - 12.40

Dedichiamo un ritratto d’autore a Gustav Holst, compositore inglese vissuto a cavallo tra Ottocento e Novecento. Noto soprattutto per la suite I pianeti, Holst ha scritto musica di ogni genere, dall’opera alla musica sacra, da quella sinfonica a quella militare.

Il nostro ritratto si apre con Terly Terlow, breve composizione sacra su testo anonimo cantata dai BBC Singers con Richard Simpson all’oboe, Susan Monks al violoncello e Justin Doyle sul podio. Il secondo ascolto è la Prima Suite in mi bemolle maggiore per banda militare op. 28 n. 1. La esegue The Eastman Wind Ensemble diretto da Donald Hunsberger.

È poi la volta de I pianeti op. 32 con le voci femminili della Los Angeles Master Chorale e Zubin Mehta alla guida della Los Angeles Philharmonic Orchestra. La suite, concepita a partire dal 1914 sulla scia del grande interesse per l’astrologia e la teosofia sviluppato da Holst, riunisce brani ispirati ai pianeti. Holst scrisse prima i brani dedicati a Marte, Venere e Giove, poi quelli su Saturno, Urano, Nettuno e Mercurio. Ultimata nel 1916, la suite ha ispirato varie colonne sonore cinematografiche. John Williams ne cita alcuni temi in Guerre stellari. Se ne avvertono echi nelle musiche di Bernard Herrmann per La donna che visse due volte di Hitchcock e in molti altri.

In chiusura Un concerto fugato, op. 40 n. 2 eseguito dall’English Chamber Orchestra diretta da Imogen Holst.

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