20/09 - 18.11
Composta nel 1922, all’indomani della Prima guerra mondiale, Scali è la partitura sinfonica che impose Jacques Ibert all’attenzione internazionale, consacrandolo come una delle voci più originali della generazione francese successiva a Debussy e Ravel. La suite, concepita come un diario di viaggio orchestrale, si articola in tre quadri – Roma-Palermo, Tunisi e Valencia – che traducono in musica le impressioni mediterranee del compositore.
Ibert coniuga il gusto impressionista per il colore timbrico con una scrittura orchestrale tersa, di nitidezza quasi neoclassica. L’opera rivela l’eredità di Debussy nelle evocazioni esotiche e nella fluidità armonica, ma se ne distacca per la linearità formale e per l’energia ritmica. Senza rinunciare all’eredità impressionista, la partitura cerca una nuova leggerezza espressiva lontana dalle tensioni post-romantiche. La ascoltiamo nell’esecuzione della Boston Symphony Orchestra diretta da Charles Münch.