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Seiji Ozawa dirige due pagine di Piotr Ilijč Čajkovskij: l’Ouverture Solenne 1812 op. 49 e la Sinfonia n. 6 in si minore op. 74 “Patetica”.
Commissionata per l’Esposizione Pan-Russa delle Arti e dei Mestieri di Mosca nel 1880, l’Ouverture Solenne 1812 rievoca la campagna napoleonica in Russia. La ascoltiamo nell’esecuzione dei Berliner Philharmoniker in una registrazione del 1984.
A seguire la Boston Symphony Orchestra esegue, in una registrazione del 1986, l’ultima sinfonia di Čajkovskij, scritta tra febbraio e marzo 1893 e dedicata al nipote Vladimir L’vovic Davydov. Nove giorni dopo la prima esecuzione – avvenuta il 16 ottobre 1893 – il compositore muore di colera. Così la Patetica diventa un’impietosa confessione autobiografica prima del tragico commiato. La struttura sconvolge la retorica della sinfonia ottocentesca spostando nella parte finale il movimento lento, tradizionalmente collocato al centro. I passaggi dal fortissimo al pianissimo e i cambiamenti di tempo rivelano una nevrosi in cui risuonano anche citazioni dalla liturgia ortodossa dei defunti.