02/05 - 20.30
Opera poco frequentata , Esther di Thomas de Hartmann rivela una delle voci più singolari del primo Novecento europeo, sospesa tra tradizione tardo-romantica, suggestioni orientali e ricerca spirituale. Composta negli anni Venti, l’opera si articola in tre atti su libretto del compositore dall’omonimo dramma di Jean Racine, ispirato al racconto biblico della regina Ester.
Figura centrale della cerchia di Georges Ivanovič Gurdjieff, de Hartmann porta nella sua musica una tensione interiore che si riflette nella scrittura: il linguaggio, pur ancorato a una dimensione tonale allargata, è attraversato da influssi modali e da una particolare attenzione al colore sonoro, spesso legata a modelli extraeuropei.
In Esther, la dimensione teatrale si sviluppa attraverso un equilibrio sottile tra lirismo e staticità rituale. Le linee vocali tendono a evitare l’enfasi operistica tradizionale, privilegiando una declamazione intensa e raccolta, mentre l’orchestra costruisce un tessuto sonoro evocativo.
Il dramma non procede tanto per azione quanto per stati interiori: la vicenda biblica diventa così un percorso di trasformazione, in cui la figura di Ester emerge come simbolo di coraggio e di consapevolezza. Ne risulta un’opera che si colloca ai margini del repertorio consueto, ma che proprio per questo affascina per la sua originalità.
Cast
Esther: Corinne Winters
Assuérus: Yuriy Yurchuk
Mardochée: Andrew Foster-Williams
Aman: Bernard Richter
Élise: Olga Bezsmertna
Hydaspe: Edwin Crossley-Mercer
Asaph: Edwin Crossley-Mercer
Chantre: Paul Abbey
The Grange Festival Chorus, Bournemouth Symphony Orchestra, direttore Kirill Karabits
Registrazione: Dorset, Poole, Lighthouse, 22/25 settembre 2025