Sergej Taneev: Trio per pianoforte, violino e violoncello

14/08 - 07.03

Stamani va in onda il Trio in re maggiore op. 22 per pianoforte, violino e violoncello di Sergej Taneev. L’esecuzione è del Trio di Mosca.

Nella storiografia musicale si suole dividere i compositori russi della seconda metà dell’Ottocento in due partiti contrapposti: i nazionalisti, radunati intorno al «Gruppo dei Cinque», e i cosmopoliti, rappresentati in primis da Čajkovskij. Sergej Ivanovič Taneev (1856-1915), che di costui era allievo prediletto, apparteneva decisamente alla seconda schiera. Nato in una famiglia aristocratica di profonda cultura, si formò al Conservatorio di Mosca sotto la guida del già citato Čajkovskij e di Anton Rubinštejn, anch’egli paladino dell’indirizzo filo-occidentale. Pochi anni dopo il diploma, ottenne una cattedra all’istituto moscovita, producendo studenti come Skrjabin e Rachmaninov. Uomo dotato di una vasta erudizione – che spaziava fino alla matematica e alla filosofia –, si cimentò anche nel campo della teoria musicale con importanti risultati. Il suo catalogo, non molto nutrito, comprende quattro sinfonie, un’opera e diversa musica da camera.

Nel Trio op. 22, composto tra 1906 e 1908 e articolato in quattro movimenti, domina il pathos tardoromantico. Alla minaccia di una ricca effusione lirica tendente a straripare oltre gli argini della forma fa da contraltare il sicuro magistero compositivo, che assicura la tenuta del pezzo.

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