11/01 - 22.14
In seconda serata ascoltiamo i Songs and Proverbs of William Blake op. 74 di Benjamin Britten cantati dal baritono Dietrich Fischer-Dieskau (a cui sono dedicati), accompagnato al pianoforte dallo stesso Britten.
Composto nel 1965, questo ciclo segna uno degli esiti più radicali della produzione vocale del compositore britannico. I testi sono tratti da Proverbs of Hell e da altri scritti di William Blake, poeta visionario affine a Britten per indipendenza di pensiero e tensione morale.
Sette brevi proverbi aprono e chiudono il ciclo, incastonando al centro sette canti più ampi. Questa struttura riflette un equilibrio formale rigoroso, all’interno del quale si sviluppa un linguaggio musicale aspro, spigoloso, talvolta volutamente anti-lirico. La scrittura pianistica è incisiva e percussiva, spesso in contrasto con la linea vocale, che oscilla tra declamazione, canto spezzato e improvvisi slanci espressivi. Una sorta di testamento spirituale laico in cui Britten interroga, attraverso la parola poetica, i limiti della morale, dell’autorità e della libertà individuale.