Sylvia, balletto di Léo Delibes

26/07 - 18.40

Léo Delibes (1836-1891) si avvicinò alla musica per balletto già durante i suoi studi al Conservatorio di Parigi, dove fu allievo di Adolphe-Charles Adam, il compositore di Giselle (1841). Compose le musiche del suo primo balletto, però, solo nel 1866 (La Source), ottenendo un’accoglienza fredda. Il vero successo arrivò nel 1870 con Coppélia (di cui ha parlato il nostro Roberto Fratini Serafide in Ombre bianche). Nel 1876 musicò il suo ultimo balletto, Sylvia, che esordì all’Opéra Garnier il 14 giugno per la coreografia di Louis Mérante senza ottenere il riscontro sperato. Nonostante ciò, le musiche di Delibes vennero apprezzate per la loro modernità, in particolare per l’uso innovativo dei temi ricorrenti. Uno dei più fervidi ammiratori fu Čajkovskij, che scrisse all’amico Sergej Ivanovič Taneev a proposito di Sylvia: «Ho ascoltato il balletto di Léo Delibes. In effetti, l’ho davvero ascoltato, perché è il primo balletto in cui la musica costituisce non solo il principale, ma l’unico motivo d’interesse. Che charme, che eleganza, che ricchezza di melodie, ritmi e armonie! Mi vergogno. Se avessi conosciuto questa musica solamente poco prima, certamente non avrei scritto Il Lago dei cigni».

La trama del balletto si dipana in tre atti e cinque scene ed è tratta dall’Aminta di Torquato Tasso. Sylvia, ninfa di Diana, ama riamata il pastore Aminta. Tra i due si frappongono il cacciatore Orion, il dio Eros e la stessa Diana, ma alla fine è il loro amore a trionfare.

Vi proponiamo l’esecuzione della New Philharmonia Orchestra diretta da Richard Bonynge con Desmond Bradley al violino.

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