20/08 - 06.00
Apriamo la programmazione odierna con Taras Bulba, rapsodia per orchestra di Leoš Janáček (1854–1928).
Ispirandosi liberamente all’omonimo romanzo di Gogol’, il compositore moravo mise in musica tre episodi della guerra condotta nel 1628 da Taras Bulba, comandante dei cosacchi zaporoghi, contro i polacchi. In questa musica vibra tutto l’ardore patriottico di Janáček, che si dispiega in colori accesi, ritmi incisivi e melodie modellate sul patrimonio popolare slavo. Così parlava il compositore a proposito di questa pagina:
Non perché Taras uccise il figlio traditore della patria (parte prima: battaglia presso Dubno), non per il martirio del secondo figlio (parte seconda: calvario di Varsavia), ma perché «nel mondo non esistono roghi e martirii capaci di distruggere la forza della gente russa»; per queste parole uscenti tra le scintille roventi e le fiamme del rogo, sul quale il celebre capo cosacco Taras Bulba termina eroicamente la vita (parte terza finale), ho composto questa rapsodia attenendomi alla leggenda rielaborata da Nikolaj Gogol’.
Si può dire che la Rapsodia, scritta tra il 1915 e il 1918, rappresenti una risposta musicale da parte di Janáček, da sempre animato da fervido spirito slavofilo, alla disastrosa partecipazione dell’Impero russo alla Prima guerra mondiale. Taras Bulba diventa anche simbolo della lotta indipendentista slava dal giogo austriaco, verso il quale Janáček nutriva da tempo una profonda insofferenza, accresciuta dal risentimento per il conformismo di certa borghesia ceca. Coronò la forte componente ideologica di questa pagina la prima esecuzione, avvenuta nel 1921 dopo l’ottenimento dell’indipendenza cecoslovacca, a Brno, capitale storica della Moravia (nella capitale boema, Praga, arrivò solo tre anni dopo).
L’edizione che abbiamo scelto oggi per voi è quella della Rundfunk-Sinfonieorchester Berlin diretta da Marek Janowski.