02/04 - 23.18
Chiudiamo la programmazione odierna con un ascolto dedicato ai Responsori per il Giovedì della Cena del Signore di Carlo Gesualdo da Venosa. Siamo nel cuore più oscuro della polifonia tardo-rinascimentale. Tratti dall’ufficio delle Tenebre, questi nove responsori – articolati nei tre Notturni (1–3, 4–6, 7–9) – rappresentano uno dei vertici assoluti della musica sacra tra Cinque e Seicento.
In queste pagine, Gesualdo porta alle estreme conseguenze il linguaggio madrigalistico applicato al testo liturgico. Il racconto della Passione, filtrato attraverso i testi della tradizione, si traduce in una scrittura intensamente espressiva, segnata da un uso audace della cromaticità, da improvvisi contrasti armonici e da una continua tensione tra consonanza e dissonanza. Ogni parola sembra scolpita nel suono, in un rapporto strettissimo tra musica e significato.
I tre Notturni delineano un percorso progressivo di intensificazione emotiva: dai primi responsori, già carichi di dolore trattenuto, si giunge a una dimensione sempre più lacerata e drammatica, in cui la polifonia si fa quasi teatro interiore. La frammentazione del discorso, le sospensioni armoniche e le accensioni improvvise creano un clima di instabilità che trova pochi paralleli nella musica coeva.
Un universo sonoro in cui la spiritualità si esprime attraverso una tensione estrema, capace di parlare con sorprendente immediatezza anche all’ascoltatore contemporaneo.