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Nel 1910 Sergej Rachmaninov completava con i Tredici preludi op. 32 il ciclo di ventiquattro preludi in tutte le tonalità avviato con il celebre Preludio in do diesis minore op. 3 n. 2 e proseguito con i Dieci preludi op. 23. Lontani dall’essere semplici studi di carattere, questi brani costituiscono un diario musicale in cui convivono slancio virtuosistico e un raffinato senso del colore armonico.
Ogni preludio possiede una fisionomia autonoma, ma l’insieme rivela un’unità espressiva in equilibrio tra l’eredità del pianismo romantico e una scrittura che guarda al Novecento.
L’esecuzione che abbiamo scelto oggi per voi è quella del pianista britannico Peter Katin, venuto a mancare nel 2015.