11/09 - 06.00
Apriamo il palinsesto di oggi con due esempi di variazioni per violoncello e pianoforte firmate da Mendelssohn e da Martinů.
Due epoche e due concezioni del virtuosismo si incontrano in questo ascolto dedicato che mette a confronto l’eleganza del primo Romanticismo con l’ironia e la mobilità ritmica della modernità novecentesca.
Le Variations concertantes op. 17 di Felix Mendelssohn, composte nel 1829, appartengono alla produzione giovanile del compositore e già rivelano la sua straordinaria padronanza della scrittura cameristica. Il tema iniziale, sottoposto a un processo di progressiva elaborazione, diventa il terreno per un dialogo serrato fra violoncello e pianoforte, nel quale cantabilità e brillantezza sono sempre subordinate a una rigorosa costruzione formale.
Di tutt’altro segno sono le Variazioni su un tema di Rossini di Bohuslav Martinů, composte nel 1942. Il tema rossiniano, riconoscibile per la sua natura melodica e teatrale, viene sottoposto a trasformazioni che ne accentuano ora il carattere brillante, ora quello lirico e ritmico. Martinů conserva il gusto per il gioco virtuosistico della tradizione ottocentesca, ma lo filtra attraverso un linguaggio moderno, caratterizzato da asimmetrie e spigolosità.
Ascoltiamo entrambe le pagine nell’esecuzione di Janos Starker al violoncello e György Sebok al pianoforte in una registrazione del 1963.