Beethoven 250

Beethoven 250 – Il pianoforte

Un percorso tematico sulla produzione di Ludwig van Beethoven, per celebrarne i 250 anni dalla nascita. Il progetto di Alberto Batisti e Luca Berni prevede per tutto l’anno una trasmissione dedicata a Beethoven ogni lunedì alle 18.40. Oltre al valore artistico del lascito musicale, si vuole sottolineare il significato etico che questo prodotto dell’Illuminismo e della Rivoluzione francese assume nella coscienza storica della civiltà occidentale.

Articolato in sessanta puntate, il progetto è suddiviso in quattro cicli affidati ad altrettanti curatori. La prima parte, curata da Francesco Dilaghi, esamina l’opera per pianoforte, con particolare attenzione alle Sonate. La seconda parte è dedicata ai quartetti per archi ed è stata affidata a Daniele Spini, musicologo che inaugura così la sua collaborazione con Rete Toscana Classica. Alberto Batisti illustrerà le nove Sinfonie, le tre versioni di Fidelio, la Missa solemnis. Luca Berni approfondirà invece il corpus della musica da camera con pianforte. Il progetto è intitolato E gli uomini salirono verso la luce, parole intonate da Beethoven nella cantata Da stiegen die Menschen ans Licht in morte dell’imperatore Giuseppe II. Un’invenzione musicale che confluirà anni dopo nel Fidelio, proprio nell’istante in cui Leonore libera dai ceppi il marito Florestan.

 

Il pianoforte

a cura di Francesco Dilaghi

Un argomento come “Il pianoforte di Beethoven” suona come un po’ come “La scultura di Michelangelo” o “La pittura di Caravaggio”. Suona, insomma, come qualcosa di enorme, e non tanto per le dimensioni quantitative (in realtà anche per quelle). Ma soprattutto per il valore, per il peso specifico che occupa nella cultura del mondo occidentale. Qualcosa, di conseguenza, di cui tutto è stato studiato, analizzato, sviscerato da studiosi e da interpreti di epoche e di origini geografiche diverse, dal ‘700a a oggi. La bibliografia è sterminata, come la discografia. Di fronte a questo “temibile” stato di fatto, la cosa migliore ci è sembrata quella di lasciare più spazio possibile alla musica stessa. Si è cercato di rendere evidente lo straordinario sviluppo che si dispiega nell’arco di quasi quarant’anni: un momento cruciale nella storia europea, e di conseguenza nella storia della musica.

Un percorso dunque ampio, che si avvicina molto a un’integrale delle opere che vedono protagonista il pianoforte. Con questo strumento Beethoven conobbe i primi successi nella veste di pianista-compositore. Il pianoforte viveva in quegli anni una rapida evoluzione tecnica. La linea guida, la “spina dorsale” di questa nostra esplorazione è costituita dal corpus delle 32 sonate. A questa forma-principe dell’universo beethoveniano si affianca quella, parallela, del concerto per pianoforte e orchestra. E non dimentichiamo le forme più marginali – assolutamente non trascurabili – della variazione, del rondò, della bagatella e della fantasia. L’ordine di questo lungo percorso è dunque quello cronologico della composizione, che non sempre coincide con quello della pubblicazione.

Per gli ascolti, disponiamo di una discografia enorme, che include anche alcune integrali realizzate su copie moderne degli strumenti originali utilizzati da Beethoven. Attingeremo quindi una vasta selezione di interpreti, da Artur Schnabel – il primo a realizzare una registrazione integrale delle sonate, negli anni ’30 del ‘900 –  fino ai più accreditati di oggi.

a cura di Francesco Dilaghi,

In onda ogni lunedì alle 18.40

Puntate

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