Chiarina: un romanzo in musica

Chiarina: un romanzo in musica, ciclo curato da Francesco Dilaghi, cerca di delineare un ritratto di Clara Wieck Schumann. Di questa straordinaria personalità di musicista e di donna, figura di primo piano nella vita musicale europea dell’Ottocento, ricorre quest’anno il bicentenario della nascita. Inveterate convenzioni culturali e sociali – convenzioni che peraltro lei sembra la prima ad accettare – hanno sacrificato la sua statura di compositrice. All’epoca la donna viene considerata per natura meno dotata nella dimensione della creatività artistica. Il suo destino è quello di realizzarsi in primo luogo nella funzione di moglie e madre. Ma a sacrificare Clara contribuì anche il fatto di avere accanto a sé uno dei massimi geni della musica europea, Robert Schumann.

Di fatto, nel 1856, dopo la tragica morte dell’amatissimo Robert, Clara abbandona del tutto la composizione. Da questo momento si dedica al pianoforte, sua grande passione fin dalla prima infanzia, anzi, sua vera e propria missione. Non a caso è stata una delle più grandi pianiste del suo tempo, in una posizione stilistica e ideologica contrapposta a Liszt. Il pubblico la acclamava per le sue rigorose interpretazioni dei classici, da Bach a Mozart e a Beethoven. Ma il suo ruolo è soprattutto quello di appassionata divulgatrice e ambasciatrice in tutta Europa della musica del marito.

Accanto alla dimensione artistica di Clara, non bisogna ignorare quella biografica. Per questa, infatti, è nota ai non musicisti, grazie anche a vari film ispirati alla sua vita. Una vita dominata dal romanzo d’amore contrastato e finalmente coronato dal matrimonio con Schumann. E in seguito dal rapporto, forse d’amore, certamente di amicizia e di comune militanza artistica, con Johannes Brahms.

a cura di Francesco Dilaghi,

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