Cronache musicali

Rubrica mensile dedicata a notizie d’attualità nell’ambito della musica colta con interviste, approfondimenti e segnalazioni di eventi.

a cura di Luca Berni,

in onda il secondo mercoledì del mese alle 15.40 e in replica il venerdì successivo alle 10.40

Puntate

La prima puntata del 2023 è dedicata a due nuovi album che hanno per protagonisti la chitarra e il clavicembalo.

In J.S. Bach: Guitar Music il chitarrista Luigi Attademo propone una raccolta di brani dal grande corpus di scrittura strumentale di Bach. Dopo averne registrato tutta la musica per liuto una decina di anni fa, oggi Attademo trascrive ed esegue brani originariamente concepiti per violoncello (il Preludio della Prima Suite per violoncello), violino (la Ciaccona dalla Partita in re minore), clavicembalo (l’Aria dalle Variazioni Goldberg) e flauto (la Siciliana dalla Sonata in mi bemolle maggiore).


Tutto da scoprire è invece Richard Jones, compositore e violinista inglese contemporaneo di Handel, autore delle sei suite barocche che il clavicembalista Francesco Fornasaro propone nell’album Richard 
Jones: 6 Harpsichord Suites. Sono pagine che rivaleggiano con la musica per tastiera di Handel e Purcell per varietà e inventiva. Jones non segue l’ordine tradizionale delle suite di danze: il primo set comprende due toccate, il secondo due gige, il quinto due sarabande, con una corrente posta alla fine del gruppo, mentre il sesto comprende ben tre minuetti, l’ultimo dei quali chiude la serie.


Protagonisti di questa puntata sono due nuovi album dedicati da Vincenzo Saldarelli alla chitarra e da Irene De Ruvo all’organo.

Vincenzo Saldarelli, fulcro propulsore della musica chitarristica italiana del nostro tempo, ha appena pubblicato per Ema Vinci Contemporanea l’album Là dove ‘l sì suona. La sua attività di autore e di interprete si inserisce in una rete di rapporti con Goffredo Petrassi, Sylvano Bussotti, Francesco Pennisi e Giacomo Manzoni. Compositori che dalla sapienza strumentale di Saldarelli sono stati stimolati a esplorare sempre nuove possibilità espressive della chitarra.


L’organista Irene
De Ruvo ci riporta invece allo Stylus phantasticus, gesto musicale teorizzato alla metà del Seicento dal tedesco Athanasius Kircher. Nel suo trattato Musurgia universalis scrive: “Lo stylus phantasticus, proprio della musica strumentale, è il più libero e meno vincolato metodo di composizione. Non è soggetto a niente, né alle parole, né ai soggetti armonici; è creato per mostrare l’abilità dell’esecutore e per rivelare le regole segrete dell’armonia, l’ingegnosità delle conclusioni armoniche e la capacità di improvvisare fughe”.

 


Al centro di questa puntata due novità discografiche di musica da camera che hanno come protagonisti il violino e altri strumenti.
In apertura un’intervista a Francesco Comisso, violinista del Trio Gustav, in occasione dell’uscita dell’album dedicato ai Trii per Pianoforte, Violino e Violoncello di Ludwig Philipp Scharwenka (1847-1917). Nato a Samter in Prussia orientale da una famiglia di antiche origini boeme ma di cultura decisamente tedesca, Scharwenka scrisse opere radicate nella lingua romantica tedesca di Brahms e dei suoi contemporanei.
A seguire la violinista Natascia Gazzana introduce il nuovo album registrato con la sorella Raffaella Gazzana al pianoforte per Ecm con musiche di Tōnu Kōrvits, Robert Schumann ed Edvard Grieg.


x

Iscriviti alla mailing list di RTC

Per rimanere sempre aggiornati sui contenuti indediti, i palinsesti, i programmi le novità e i nuovi servizi di RTC, iscriviti alla nostra newsletter.

Consento al trattamento, alla conservazione ed alla comunicazione dei miei dati personali con le modalità e gli scopi specificati nella Politica sulla privacy