E alla fine arrivò lui: Beethoven! Colui al quale fu concesso di fare della musica strumentale, libera da ogni vincolo esterno, la più romantica di tutte le arti: l’unica arte in grado di esprimere l’ineffabile e l’infinito. Con la sua celebre recensione della Quinta Sinfonia, Hoffmann dà un contributo decisivo a quel mito beethoveniano che ci accompagna felicemente ancora oggi.