A torto interpretata come opera del “ravvedimento”, questa celebre e amata Quinta del 1937 rappresenta piuttosto la capacità del compositore di mediare tra le pressioni esterne e gli orientamenti personali. In linea con gli orientamenti della cultura ufficiale, ma senza tradire sé stesso, Šostakovič trova il modo rendersi più “classico”, più immediatamente comunicativo e comprensibile al grande pubblico.