Il clarinetto di Kevin Spagnolo con l’Ort

Data: 21/02/2026

Ora: 21:00

Città: Figline, Empoli, Firenze

Fino a 24/02/2026

Direttore: Diego Ceretta

Orchestra: Orchestra della Toscana

Musica: Schumann, Weber, Schubert, Mendelssohn

Solista: Kevin Spagnolo, clarinetto

Il clarinetto di Kevin Spagnolo è protagonista del nuovo concerto dell’Orchestra della Toscana diretta da Diego Ceretta in calendario sabato 21 febbraio alle 21 al Teatro Garibaldi di Figline, lunedì 23 febbraio alle 21 al Palazzo delle Esposizioni di Empoli e martedì 24 febbraio sempre alle 21 al Teatro Verdi di Firenze.

Il programma disegna un Ottocento in movimento, tra slancio romantico tedesco e “italianità” filtrata dallo sguardo europeo.

L’idea dell’Italia come suono, colore e gesto teatrale – non importa se reale o inventata – diventa un laboratorio di ritmo, luminosità e canto. Lo testimoniano con evidenza le due pagine conclusive del concerto.
L’Ouverture in stile italiano di Franz Schubert nasce come omaggio alla Vienna “rossiniana” dei primi anni Venti: una pagina frizzante, piena di humour e mestiere, dove Schubert dimostra di saper parlare il linguaggio del gusto dominante senza smarrire la propria intelligenza armonica. Un gioco di specchi in cui la brillantezza italiana diventa, per Schubert, un modo per uscire dall’intimità e immaginare un pubblico più vasto.
La Sinfonia n. 4 “Italiana” di Felix Mendelssohn è uno dei ritratti più celebri – e più ambigui – dell’italianità vista da nord. Nata dalle suggestioni del viaggio nella penisola, non descrive cartoline: costruisce “topoi” musicali – vitalismo, chiarezza, ritmo, folklore trasformato in scrittura – con una classicità che tiene a bada l’anelito romantico.

Lo slancio romantico tedesco domina invece la prima parte del concerto, aperto da Ouverture, Scherzo e Finale scritto nel 1841 da Robert Schumann. Nel pieno della sua febbre creativa orchestrale, il compositore evita la parola “Sinfonia” ma pensa da sinfonista, con una libertà tutta romantica, cercando di essere “grande” senza irrigidirsi.

Al centro della serata, il brano che cambia la temperatura della scena: il Concerto n. 2 per clarinetto di Carl Maria von Weber, autore che viene dal teatro e scrive per l’orchestra come se illuminasse un palcoscenico, con tinte nette e colpi d’occhio improvvisi. Il clarinetto, strumento allora relativamente giovane, diventa protagonista ideale: voce duttile, capace di cantare e di guizzare, di sedurre e di “ridere” con virtuosismo.
A interpretarlo è Kevin Spagnolo, clarinettista che unisce una tecnica di apparente naturalezza a un modo di fraseggiare molto “vocale”, come se la linea avesse sempre un respiro umano dietro. Nel 2018, a 22 anni, ha vinto il Primo Premio al Concorso Internazionale di Ginevra; da allora la sua traiettoria è diventata internazionale, con un repertorio che alterna la vertigine del virtuosismo a una cura particolare per la qualità del suono e del colore.

Il ritratto di Kevin Spagnolo è di Flavio Ianniello

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