09/10 - 06.00
Paesaggi boemi mette a confronto due differenti declinazioni dell’identità musicale ceca attraverso le opere di Antonín Dvořák e Bedřich Smetana, accomunate dal rapporto fra scrittura, paesaggio e cultura popolare.
Nei quattro brani scelti da Dai boschi di Boemia op. 68, raccolta per pianoforte a quattro mani composta da Dvořák nel 1883, il riferimento al paesaggio si traduce in una successione di caratteri e situazioni musicali. Sabba di streghe, A veglia, Boschi silenziosi e In tempi turbolenti mostrano la varietà della tavolozza dvořákiana, fondata sulla combinazione di motivi di ascendenza popolare, ricchezza ritmica, elaborazione armonica e scrittura polifonica. L’esecuzione di Emanuela Bellio e Massimo Somenzi mette in risalto la complessità dell’organizzazione pianistica e l’equilibrio fra i due esecutori.
Con Dai boschi e dai prati di Boemia, quarto poema sinfonico del ciclo La mia patria, Smetana trasferisce invece il tema del paesaggio nella dimensione della grande orchestra. Composta nel 1875, la partitura è scandita da episodi contrastanti, melodie di ispirazione popolare, ritmi di danza e sezioni liriche. Il paesaggio diventa espressione di appartenenza culturale e, più ampiamente, di coscienza nazionale. Nell’interpretazione della National Youth Orchestra of Great Britain diretta da Roger Norrington, la varietà dei piani sonori e la mobilità della struttura evidenziano il carattere sinfonico della pagina.