Data: 22/10/2026
Ora: 21:00
Città: Firenze
Luogo: Teatro Verdi
Direttore: Diego Ceretta
Orchestra: Orchestra della Toscana
Musica: Brahms, Campogrande, Čajkovskij
Solista: Francesca Dego, violino
Diego Ceretta e Francesca Dego aprono la 46ª stagione ORT, con una prima italiana fra Brahms e Čajkovskij, giovedì 22 ottobre alle 21 al Teatro Verdi di Firenze.
Il programma accosta il Concerto per violino op.77 di Johannes Brahms e la Sesta Sinfonia “Patetica” di Pëtr Il’ič Čajkovskij, due opere che segnano punti estremi del grande Ottocento sinfonico, a Io cammino muovendo le dita di Nicola Campogrande, presentato per la prima volta in Italia.
Con Brahms Francesca Dego affronta uno dei concerti che più hanno accompagnato il suo percorso e che ha inciso con la BBC Symphony Orchestra diretta da Dalia Stasevska in un disco che nel 2024 ha ricevuto il Premio Abbiati. Brahms lo scrisse nel 1878 pensando all’amico Joseph Joachim, violinista e fidato consigliere, che collaborò alla revisione della parte solistica e ne fu il primo interprete. Ai contemporanei colpì proprio il modo in cui il violino veniva assorbito nel discorso orchestrale: non antagonista dell’orchestra, ma parte di un continuo scambio di ruoli.
Fra Brahms e Čajkovskij, Dego resta sola sul palcoscenico. Io cammino muovendo le dita, composto da Nicola Campogrande nel 2025, nasce dall’incontro con una poesia di Giuliano Dego, scrittore, poeta e critico letterario, padre di Francesca. È stata lei a far conoscere quei versi al compositore e a commissionargli il lavoro, eseguito per la prima volta a Sapporo lo scorso gennaio. Il titolo riprende le parole della poesia Il Poeta, dove il gesto apparentemente semplice di muovere le dita diventa il modo di contare le sillabe e costruire un verso. Per Campogrande è stato il punto di partenza per una partitura in cui il lavoro della composizione nasce dall’incontro fra costruzione ed emozione. A Firenze il brano avrà la sua prima esecuzione italiana.
Il rapporto con la musica del presente è del resto una parte importante del percorso di Francesca Dego, che nel 2025 ha ideato Piume nel tempo, coinvolgendo dieci compositori nella creazione di nuove pagine per violino solo ispirate alle poesie del padre.
Dopo l’intervallo Ceretta, alla sua quarta stagione con l’Orchestra della Toscana, affronta la Sinfonia n.6 “Patetica” di Čajkovskij, l’ultima delle sue sinfonie e una delle pagine in cui il genere sinfonico ottocentesco viene portato più lontano dalle proprie consuetudini. Čajkovskij la diresse per la prima volta a San Pietroburgo nell’ottobre del 1893 e morì pochi giorni dopo. Ma a renderla ancora oggi così perturbante non è soltanto quella vicinanza biografica. È soprattutto il percorso stesso della Sinfonia: dall’apertura scura del fagotto alle accensioni drammatiche del primo movimento, dal valzer irregolare del secondo alla corsa quasi trionfale del terzo, fino a un finale che rovescia ogni attesa. Nessuna conclusione luminosa: l’Adagio lamentoso si consuma lentamente fino al silenzio.