Un nuovo concerto di Alessandro Solbiati per l’Ort

Data: 10/11/2026

Ora: 21:00

Città: Firenze

Luogo: Teatro Verdi

Direttore: Riccardo Bisatti

Orchestra: Orchestra della Toscana

Musica: Alessandro Solbiati, Ludwig van Beethoven

Solista: Bruno Canino ed Emanuela Piemonti, pianoforte

Una nuova composizione che nasce da una lunga storia di amicizia musicale e una sinfonia che ha cambiato il corso della musica. Sono i due estremi del programma che martedì 10 novembre, alle ore 21, porta sul palco del Teatro Verdi di Firenze l’Orchestra della Toscana, diretta da Riccardo Bisatti (nella foto). Al centro della prima parte, la prima esecuzione assoluta di Ein Tanzender Stern (Una stella danzante), concerto per pianoforte a quattro mani e orchestra scritto da Alessandro Solbiati su commissione della Fondazione ORT. A interpretarlo saranno Bruno Canino ed Emanuela Piemonti. Nella seconda parte, la Sinfonia n. 3 Eroica di Ludwig van Beethoven.

La partitura di Solbiati è nata per celebrare uno dei sodalizi più longevi e significativi della musica italiana, quello tra Bruno Canino e Antonio Ballista. Da oltre settant’anni i due pianisti attraversano il repertorio, dedicando una parte importante della loro attività alla musica contemporanea, spesso sollecitando direttamente i compositori a scrivere nuove opere. È in questo spirito che l’ORT ha commissionato a Solbiati un concerto per una formazione piuttosto rara, quella del pianoforte a quattro mani con orchestra. Antonio Ballista ha preferito non aggiungere questo appuntamento ai numerosi impegni che continua ad affrontare, affidando a Emanuela Piemonti il compito di condividere con Bruno Canino la prima esecuzione. La composizione resta legata alla storia artistica del duo e alla sua instancabile curiosità per la musica nuova.

Il titolo Ein Tanzender Stern riprende un’immagine di Friedrich Nietzsche: “Bisogna avere del caos in noi, per partorire una stella danzante”. Solbiati ha composto il lavoro nella primavera del 2026, partendo anche da un ricordo personale: quello di una persona mai conosciuta direttamente, ma incontrata attraverso i suoi scritti, che aveva nella danza una delle proprie passioni. Da qui prende forma una partitura attraversata dal desiderio della danza, continuamente cercata, ostacolata e trasformata. La musica nasce dal lento risveglio di un’armonia, come un’alba inquieta, e si sviluppa attraverso figure danzanti che cambiano progressivamente carattere, dal suono di un carillon a una passacaglia più oscura, fino all’energia incalzante di un Presto. Un percorso continuo che approda a un finale definito dallo stesso compositore “profondo e luminoso”, nel quale le tensioni cercano finalmente di risolversi.

Alessandro Solbiati, allievo di Franco Donatoni e Sandro Gorli, è tra i compositori italiani più presenti nei programmi della musica contemporanea. Le sue opere sono eseguite nei principali festival europei e il suo catalogo comprende anche lavori teatrali, tra cui Il suono giallo, premiato con l’Abbiati nel 2015. Dal 2021 è Accademico di Santa Cecilia, dove oggi insegna composizione.

Sul podio torna Riccardo Bisatti, giovane direttore e pianista già conosciuto dal pubblico dell’ORT. Formatosi nei Conservatori di Novara e Milano, ha debuttato come direttore a diciotto anni e ha sviluppato un percorso che comprende teatro musicale, repertorio sinfonico e musica contemporanea. È stato direttore in residence al Teatro Regio di Torino e dal 2024 è direttore ospite principale dell’Orchestra Sinfonica Rossini di Pesaro. Nel suo lavoro la frequentazione del grande repertorio convive con l’interesse per la musica del nostro tempo, coltivato anche attraverso il rapporto diretto con compositori come Stefano Gervasoni e Alessandro Solbiati.

La seconda parte del concerto è dedicata alla Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore op. 55, Eroica di Ludwig van Beethoven. Completata nel 1804, rappresenta uno dei passaggi decisivi nella storia della sinfonia. Beethoven l’aveva inizialmente associata alla figura di Napoleone Bonaparte, nel quale vedeva incarnati gli ideali di libertà e rinnovamento della Rivoluzione francese. La proclamazione a imperatore incrinò quell’ammirazione, ma non cancellò dalla partitura l’idea di eroismo che l’aveva ispirata.
Con l’Eroica Beethoven supera le proporzioni e le convenzioni della sinfonia settecentesca, ampliandone la durata, la complessità e la forza espressiva. Dal grandioso primo movimento alla celebre Marcia funebre, dallo Scherzo al finale costruito su un tema tratto dal balletto Le creature di Prometeo, la musica assume una dimensione nuova, capace di raccontare non soltanto un eroe, ma gli ideali e le contraddizioni di un’intera epoca.
La scelta dell’Eroica anticipa anche un anniversario importante: nel 2027 ricorreranno i duecento anni dalla morte di Beethoven. L’ORT comincia così a rendere omaggio al compositore con una delle sue pagine più rivoluzionarie, accostandola a una nuova opera del nostro tempo.

Foto di Marco Borrelli

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