Premio Abbiati – XXVI edizione

09/05/2007

XXVI edizione – stagione 2006 Milano, 9 maggio 2007

migliore spettacolo: “Kát’a Kabanová” di Leoš Janáček, reg. Robert Carsen, scene e costumi Patrick Kinmonth,luci di Robert Carsen e Peter Van Praet, coreografie di Philippe Giraudeau, dir. John Eliot Gardiner (Milano, Teatro alla Scala)
messa in scena da Robert Carsen (scene e costumi di Patrick Kinmonth,luci di Robert Carsen e Peter Van Praet, coreografie di Philippe Giraudeau) e diretta da John Eliot Gardiner. Per la bellezza aspra e originale dell’allestimento fondato sull’elemento-acqua con le sue inquiete spettralità e luminescenze: perfetto per identificare e dare rilievo, tra essenzialità gestuali e audaci immagini scenico-coreografiche, alla forza della narrazione teatrale e al drammatico percorso psicologico della protagonista evocato dalla musica.

novità assoluta per l’Italia: “Ausklang” per pianoforte e orchestra (Torino, Rai Nuova Musica) e “Concertini” (Venezia, Biennale Musica) di Helmut Lachenmann
due momenti di grande rilievo della ricerca del compositore tedesco, presente anche per un seminario a Reggio Emilia. Fedele al geniale rigore del suo lavoro sul suono, al radicalismo con cui sa ripensare i materiali sonori con intuizioni assolutamente nuove, in questi e altri lavori sinfonici Lachenmann ha saputo confrontarsi anche con forme di ampio respiro, con esiti di rara suggestione e compattezza.

premio speciale: Amici della musica di Firenze
per la coerenza e qualità nella difesa del valore della musica da camera – nel solco di una tradizione oramai secolare – e per il significativo modello per le numerose associazioni omologhe italiane; per la programmazione dove emerge la frequenza dei cicli liederistici o dedicati al quartetto per archi ma attenta anche all’aspetto didattico grazie agli incontri di studio con artisti ospiti, e formativo, in particolare durante i concerti di “Settembre in musica” riservati ai giovani interpreti.

direttore: Lorin Maazel
per l’intelligenza musicale, la penetrante qualità di concertazione e il respiro teatrale avvincente espressi nella Tosca (Milano, Teatro alla Scala), che ha ribadito la sua affinità speciale con i tempi, le passioni e i colori della scrittura pucciniana, e la qualità importante delle numerose presenze concertistiche italiane.

regia, scenografia, video: Giorgio Barberio Corsetti (“Pietra di paragone”, Parma)
grazie all’inventivo e abilissimo gioco di squadra (Perrick Sorin, video; Christian Taborelli, costumi; Gianluca Cappelletti, luci) ha fatto rivivere nella Pietra di paragone (Parma, Teatro Regio) magie e effetti illusori del teatro antico, affidati a tecnologie contemporanee: lo sdoppiamento della scena, i dettagli dei protagonisti nei video in primo piano, la tinta americana dei colori squillanti ma freddi come i quadri di Hopper, nei costumi chic alla Jackie Kennedy esaltavano l’umorismo geometrico della scrittura rossiniana conferendole chiave attuale e esattezza cristallina.

solista: Andras Schiff
per la coerenza stilistica, la continuità musicale e la fantasia interpretativa manifestate nell’integrale della Sonate di Beethoven, suonate in ordine cronologico secondo un’illuminante intenzionalità stilistico-esecutiva, e proposte in varie città e istituzioni italiane.

cantanti: Sonia Prina
per la ragionata scelta di repertorio e la proprietà stilistica espresse nella “Pietra di Paragone” di Rossini (Parma, Teatro Regio) e nelle numerose interpretazioni di riferimento proposte nelle opere di Monteverdi e Haendel, tra cui il Giulio Cesare che ha inaugurato la stagione di musica da camera di Santa Cecilia
e Alex Esposito
per la costante crescita vocale e scenica testimoniata soprattutto nei ruoli mozartiani di Masetto/Leporello (Milano, Teatro alla Scala) e Papageno (Venezia/La Fenice e Torino/Teatro Regio)

premio “Filippo Siebaneck”: Rete Toscana Classica
creata nel 2003 su iniziativa di Regione, Ort e associazione Pro Verbo di Prato, emittente interamente dedicata alla programmazione di musica sinfonica, operistica e jazz, ventiquattro ore su ventiquattro, e ora ascoltabile anche su internet, ha coronato con significativo e fedele riscontro nel numero degli ascoltatori un importante progetto di diffusione capillare del repertorio classico, testimoniando l’importanza e il ruolo divulgativo prezioso che può avere la radio, e una programmazione varia, intelligente e attenta alla produttività locale.

La giuria del Premio Abbiati, in rappresentanza dell’Associazione Nazionale Critici Musicali, di fronte alla gravissima situazione economica e gestionale dell’Orchestra “Giuseppe Verdi” e preoccupata che Milano rimanga senza un’orchestra sinfonica stabile, chiede che le forze politiche lombarde e nazionali, con quelle impresariali, si impegnino a trovare in tempi brevi soluzioni tecniche e finanziarie efficaci per salvaguardare la stagione e le altre attività artistiche della “Verdi”, garantendone il futuro.

Una lettera del critico musicale Marcel Marnat a proposito del ciclo Alla ricerca di Maurice Ravel a cura di Luca Berni e Loriano Gonfiantini:

 

Un articolo di Quirino Principe sul Domenicale del Sole 24Ore nella sezione “Degni di nota” dedicato a RTC: