Arturo Toscanini dirige Respighi

11/01 - 12.57

Arturo Toscanini dirige due brani di Ottorino Respighi con la NBC Symphony Orchestra: Pini di Roma (registrato a New York il 17 marzo 1953) e Feste romane (registrato a New York il 12 dicembre 1949).

 

Pini di Roma (1924) si articola in quattro parti, ognuna segnata da un titolo e da una breve descrizione.

I pini di Villa Borghese“Giuocano i bimbi nella pineta di Villa Borghese: ballano a giro tondo, fingono marce soldatesche e battaglie, s’inebriano di strilli come rondini a sera, e sciamano via”.

Pini presso una catacomba“Improvvisamente la scena si tramuta ed ecco l’ombra dei pini che coronano l’ingresso di una catacomba: sale dal profondo una salmodia accorata, si diffonde solenne come un inno e dilegua misteriosa”.

I pini del Gianicolo“Trascorre nell’aria un fremito: nel plenilunio sereno si profilano i pini del Gianicolo. Un usignolo canta”.

I pini della via Appia“Alba nebbiosa sulla via Appia. La campagna tragica è vigilata da pini solitari. Indistinto, incessante, il ritmo di un passo innumerevole. Alla fantasia del poeta appare una visione di antiche glorie: squillano le buccine ed un esercito consolare irrompe, nel fulgore del nuovo sole, verso la via Sacra, per ascendere al trionfo del Campidoglio”.

 

Anche Feste romane (1928) presenta un’articolazione in quattro parti.

Circenses“Il cielo è torvo sul Circo Massimo, ma la plebe è in festa: “Ave Nerone!”. Si schiudono le ferree porte, e viene per l’aria un canto religioso e l’urlo delle belve. La folla ondeggia e freme: impassibile, il canto dei martiri si diffonde, vince, naufraga nel tumulto”.

Il Giubileo“I pellegrini si trascinano lungo la via, pregando. Finalmente, dalla vetta di Monte Mario, appare agli occhi ardenti e alle anime anelanti la città santa: “Roma! Roma!”. Un inno di giubilo prorompe, e gli risponde lo scampanio di tutte le chiese”.

L’Ottobrata“Festa d’ottobre nei Castelli inghirlandati di pampini: echi di caccia, tintinnii di sonagliere, canti d’amore. Poi, nel vespro dolce, trema una serenata romantica”.

La Befana“La notte dell’Epifania in piazza Navona: un ritmo caratteristico di trombette domina il clamore frenetico: sul mareggiare fragoroso galleggiano, a quando a quando, motivi rusticani, cadenze di saltarello, la voce dell’organo meccanico d’un baraccone e l’appello del banditore, il canto rauco dell’ubriaco e il fiero stornello in cui s’espande l’anima popolaresca: “Lassàtece passà, semo Romani!”.

x

Iscriviti alla mailing list di RTC

Per rimanere sempre aggiornati sui contenuti indediti, i palinsesti, i programmi le novità e i nuovi servizi di RTC, iscriviti alla nostra newsletter.

Consento al trattamento, alla conservazione ed alla comunicazione dei miei dati personali con le modalità e gli scopi specificati nella Politica sulla privacy

Ascolta la Radio in Streaming