Britten: il mondo salvato dai ragazzini

25/04 - 17.11

Citando il titolo di un celebre libro di Elsa Morante – Il mondo salvato dai ragazzini – ci avviciniamo a due pagine di Benjamin Britten.

In apertura troviamo Children’s Crusade op. 82, ballata per voci bianche e orchestra su testo di Bertolt Brecht, scritta da Benjamin Britten per il cinquantesimo anniversario dell’organizzazione umanitaria Save the Children ed eseguita nel 1968 nella cattedrale di Saint Paul a Londra. Il testo parla di cinquantacinque bambini polacchi che nel 1939 scapparono di fronte all’invasione nazista in cerca della pace: la conclusione è la morte per fame e stenti di tutti i bambini. Il risultato è un ritratto “agghiacciante” – come lo definì lo stesso Britten – d’innocenza offesa.

A seguire The Golden Vanity, op. 78, vaudeville per coro di voci bianche e pianoforte da una antica ballad inglese. Composto nel 1966, viene presentato per la prima volta l’anno dopo all’Aldeburgh Festival dai Wiener Sängerknaben, a cui è dedicato. L’operina racconta la storia di una battaglia in mare. Il mozzo assicura la vittoria alla Golden Vanity facendo affondare la nave pirata nemica. Il capitano, che gli aveva promesso la mano di sua figlia se avessero vinto, rinnega la promessa e lascia annegare il ragazzo. Ma lo spirito del ragazzo ritorna nel finale.

Entrambi i brani sono eseguiti dal Wandsworth School Boy’s Choir diretto da Russell Burgess e dallo stesso Benjamin Britten.

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