La musica da camera di Poulenc

01/05 - 21.43

In seconda serata dedichiamo un ascolto a tre pagine di musica da camera composte da Francis Poulenc a cominciare dai Tre movimenti perpetui. Presentata per la prima volta a Parigi nel dicembre 1918, quando Poulenc aveva 19 anni ed era un protetto di Erik Satie, la suite ottenne immediato successo. Scritta per pianoforte solo, fu arrangiata per flauto, oboe, clarinetto, fagotto corno, violino, viola, violoncello e contrabbasso nel 1925 dall’autore. La ascoltiamo nell’esecuzione dei Solisti dell’Orchestra della Garde Républicaine diretti da François Boulanger.

A seguire la Suite Française, breve composizione scritta nel 1935 per l’opera teatrale di Édouard Bourdet La Reine Margot. Poulenc vi rielabora alcune danze rinascimentali raccolte nel Livre des Danceries di Claude Gervase. Dalla prima stesura per pianoforte l’autore trasse nel 1953 una versione per violoncello e pianoforte dedicata a Pierre Fournier. La ascoltiamo nell’esecuzione di Xavier Phillips al violoncello ed Emmanuel Strosser al pianoforte.

In chiusura il Sestetto per flauto, oboe, clarinetto, corno, fagotto e pianoforte nei tempi Allegro vivace – Divertissement, andantino – Finale, prestissimo. Scritto nel 1932, il Sestetto esalta le caratteristiche timbriche di ogni strumento. La partitura, revisionata nel 1939, rimanda allo stile del music-hall e del cabaret, alla nuova estetica di Satie e di Cocteau. Non solo anti romantico, dunque, ma anche anti impressionista, il Sestetto brilla per uno spirito in bilico tra umorismo e malinconia. Lo ascoltiamo nell’esecuzione di Jacques Castagner al flauto, Robert Casier all’oboe, André Boutard al clarinetto, Gérard Falsandier al fagotto, Michel Bergès al corno, Jacques Fevrier al pianoforte.

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