19/09 - 16.14
Composta tra il 1946 e il 1948, la Sonata per pianoforte di Henri Dutilleux occupa un posto centrale nella prima maturità del compositore francese e costituisce una tappa fondamentale nel progressivo affrancamento dai modelli della tradizione. Pur mantenendo un saldo rapporto con la grande letteratura pianistica – da Beethoven a Debussy e Ravel – Dutilleux elabora nella Sonata un linguaggio personale, fondato sulla mobilità armonica e sulla ricchezza timbrica nel rigore della forma.
Articolata in tre movimenti, la partitura presenta una forte asimmetria strutturale: il primo e il terzo movimento, di ampio respiro, racchiudono un Lied centrale, di carattere più introspettivo. Particolarmente significativo è il Choral et variations, finale in cui un tema corale viene sottoposto a successive trasformazioni, secondo una logica che combina principio variativo e sviluppo motivico. La memoria della tradizione viene sottoposta a un processo di continua metamorfosi in cui ogni elemento musicale sembra generare nuove configurazioni di ritmo, armonia e colore.
Ascoltiamo la Sonata nell’esecuzione del pianista John Ogdon in una registrazione del 1972.