02/07 - 20.11

In primissima serata un ascolto che indaga l’ispirazione onirica di Franz Liszt attraverso tre brani per pianoforte solo interpretati da John Ogdon tra il 1965 e il 1967.

Il percorso che vi proponiamo conduce nel lato più intimo della produzione pianistica di Franz Liszt. Lontano dall’immagine del virtuoso trascendentale che infiammava le sale da concerto europee, l’autore di queste pagine trasforma il pianoforte in uno strumento di meditazione.

In apertura il Sogno d’amore n. 1 in la bemolle maggiore, pagina giovanile di delicata cantabilità, seguita dal celeberrimo Sogno d’amore n. 3 in la bemolle maggiore, uno dei brani più amati dell’intero repertorio romantico. Ispirato al poema O lieb, so lang du lieben kannst di Ferdinand Freiligrath, il pezzo traduce in musica un invito ad amare, finché il tempo lo consente, attraverso una melodia di disarmante semplicità e una scrittura di raffinata eleganza.

Chiude il programma En rêve. Nocturne S. 207, composto negli ultimi anni della vita di Liszt. In questa pagina rarefatta e visionaria il linguaggio armonico si fa sempre più libero, le sonorità si assottigliano e il discorso musicale sembra sospeso in una dimensione senza tempo. È il Liszt della maturità, proiettato verso orizzonti espressivi che anticipano la sensibilità del Novecento.

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