19/10 - 15.40
Mettiamo a confronto due pagine orchestrali di Ferruccio Busoni, compositore che fece della riflessione sulla tradizione uno dei cardini della propria ricerca, muovendosi fra eredità tardo-romantica, recupero delle forme antiche e sperimentazione timbrica.
La Suite sinfonica op. 24, composta nel 1904, appartiene alla fase in cui Busoni elabora un linguaggio orchestrale di ampio respiro, fondato sulla trasformazione del materiale tematico e sulla ricerca di una sintesi fra rigore costruttivo e libertà espressiva. La scrittura alterna densità contrappuntistica e raffinate combinazioni timbriche, rivelando una concezione dell’orchestra nella quale le singole sezioni partecipano a un disegno sonoro articolato e in continua evoluzione. L’esecuzione che abbiamo scelto per voi è quella dell’Orchestra Sinfonica della Radio di Berlino diretta da Arturo Tamayo.
Di natura diversa è l’Orchestersuite tratta dal Capriccio teatrale Arlecchino, composto a Zurigo durante la Prima guerra mondiale e rappresentato nel 1917. Il personaggio della commedia dell’arte diventa per Busoni il tramite di una satira delle convenzioni teatrali e sociali, mentre la musica combina allusioni stilistiche, ritmi di danza e richiami a forme del passato, sottoposti a una continua deformazione ironica. L’orchestrazione asseconda il carattere episodico e teatrale della partitura, alternando brillantezza ritmica e momenti di sottile ambiguità espressiva. Stavolta l’Orchestra Sinfonica della Radio di Berlino è diretta da Gerd Albrecht.