Luigi Dallapiccola: Canti di prigionia e di liberazione

25/04 - 13.19

Nell’anniversario della Liberazione dell’Italia vi proponiamo i Canti di prigionia e i Canti di liberazione di Luigi Dallapiccola.

I Canti di prigionia comprendono la Preghiera di Maria Stuarda, l’Invocazione di Boezio e il Congedo di Girolamo Savonarola. Li eseguono il Coro della Radio Svedese, l’Eric Ericson Chamber Choir e membri dell’Orchestra Sinfonica della Radio Svedese diretti da Esa-Pekka Salonen.

I Canti di liberazione comprendono O frater, frater (su testo di Sebastiano Castellio, oppositore di Calvino, esiliato per il suo impegno per la tolleranza), Dominus, quasi vir pugnator (su versetti dell’Esodo) e Vocasti et clamasti (su testi dalle Confessioni di Sant’Agostino). Li eseguono il Coro della Radio di Stoccarda, il Coro da camera della RIAS e i Bamberger Symphoniker diretti da Ingo Metzmacher.

Dallapiccola scrisse i Canti di prigionia tra il 1938 e il 1941 da Dallapiccola in reazione al crescente antisemitismo. Il trittico si sviluppa su testi di prigionieri famosi: Maria Stuarda, Boezio e Savonarola. Sono gli ultimi messaggi di tre condannati a morte che si riflettono su un’Europa devastata dalla seconda guerra mondiale.

I Canti di liberazione furono eseguiti per la prima volta a Colonia il 28 ottobre 1955. Era il decimo anniversario della liberazione di Firenze, dove Dallapiccola viveva. Il trittico si apre con un’invocazione alla libertà che si riallaccia al finale de Il Prigioniero. La scrittura dodecafonica, in cui le note sono sganciate dal dominio di una tonica, si fa metafora di un nuovo Umanesimo.

 

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