Massenet, dall’opera alla musica strumentale

05/08 - 15.40

Dedichiamo questo ascolto alla produzione di Jules Massenet, dall’opera alla musica strumentale. Il compositore, nonché pianista e organista, è nato a Saint-Étienne nel 1842 e morto a Parigi nel 1912. La sua notorietà è legata soprattutto alle opere, Manon e Werther in particolare.

Il ritratto del compositore si apre con un brano intimo, una berceuse del 1869, su testo di Gustave Choquet, cantata dal baritono José van Dam accompagnato al pianoforte da Jean-Philippe Collard.

Passiamo poi a due arie per tenore cantate da Rolando Villanzòn con l’Orchestra Filarmonica di Radio France diretta da Evelino Pidò. La prima è Voix qui me remplissez d’une ineffable ivresse, da Le roi de Lahore, la terza opera scritta da Massenet nel 1877. La seconda aria è la celeberrima Pourquoi me réveiller da Werther, settima opera rappresentata per la prima volta nel 1892. Ancora dall’opera ispirata al romanzo di Goethe ascoltiamo Va! Laisse couler mes larmes cantata dal soprano Régine Crespin con l’Orchestra della Wiener Volksoper diretta da Georges Sebastian.

Stacchiamoci ora dal mondo dell’opera per ascoltare il Concerto per pianoforte e orchestra in mi bemolle maggiore eseguito dal pianista Stephen Coombs con la BBC Scottish Symphony Orchestra diretta da Jean-Yves Ossonce. Scritto nel 1902 sulla basi di alcuni appunti risalenti al 1863, il Concerto venne eseguito per la prima volta a Parigi nel 1903 con scarso successo.

Torniamo all’opera con Ah! que mes soeurs sont heureuses! … Reste au foyer, petit grillon da Cendrillon, quattordicesima fatica teatrale scritta da Massenet nel 1899. La voce è quella di Joan Sutherland. Richard Bonynge dirige l’Orchestra della Suisse Romande.

Dai grandi palcoscenici approdiamo infine alla dimensione cameristica dai toni intimi con cui avevamo aperto questo ritratto. Lo facciamo con quattro canzoni. La prima è Nuit d’Espagne del 1872, eseguita dal controtenore Philippe Jaroussky con il pianista Jerôme Ducros. A cantare le ultime tre ritroviamo invece José van Dam con Jean-Philippe Collard al pianoforte. Si tratta di Élégie (Tristesse du soir) su testo di Louis Gallet, La mort de la cigale su testo di Maurice Faure e Les mains su testo di Noël Bazan.

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