01/11 - 06.26
La ricorrenza di Ognissanti offre l’occasione per accostare tre diverse declinazioni della musica sacra italiana, seguendo l’evoluzione del linguaggio musicale fra Seicento e Settecento.
Il percorso si apre con il Sanctorum meritis Primo di Claudio Monteverdi, tratto dalla Selva morale e spirituale, raccolta pubblicata a Venezia nel 1641. Destinato a una voce sola con due violini, l’inno appartiene a una concezione della musica liturgica nella quale la scrittura concertante e la declamazione vocale, modellata sugli affetti del testo, introducono nella tradizione ecclesiastica le acquisizioni del linguaggio moderno. La stessa indicazione monteverdiana consente di utilizzare l’aria per altri inni dello stesso metro, testimonianza della flessibilità funzionale di questa composizione.
Esegue Cantus Cölln diretto da Konrad Junghänel.
Segue il Sanctorum meritis R. 620 di Antonio Vivaldi, mottetto per soprano, archi e basso continuo, nel quale la vocalità solistica assume un ruolo centrale. La linea melodica, sostenuta dalla mobilità degli archi, traduce il testo liturgico in una scrittura di impronta teatrale, caratteristica della produzione sacra vivaldiana, in cui virtuosismo e intensità espressiva si integrano nella funzione devozionale.
La voce solista è quella di Margaret Marshall con la Concertgebouw Chamber Orchestra diretta da Vittorio Negri.
Chiude il programma il Justorum animae, offertorio in la maggiore di Antonio Salieri: una pagina che si colloca nella tradizione settecentesca della musica liturgica viennese, con una scrittura corale e orchestrale orientata alla chiarezza della declamazione e all’equilibrio formale. L’ascoltiamo nell’esecuzione del Chorvereinigung e dell’Orchestra St. Augustin di Vienna diretti da Friedrich Wolf.