Nel 2026 ricorre il 250esimo anniversario della nascita di E. T. A. Hoffmann (1776-1822), una delle figure più affascinanti e multiformi della cultura europea. Con la sua produzione narrativa, nella quale il quotidiano e il soprannaturale si intrecciano in modo sorprendente, Hoffmann incarnò come pochi altri lo spirito inquieto e visionario del Romanticismo, A molti Hoffmann è noto soprattutto come l’autore dello Schiaccianoci, da cui Čajkovskij trasse il suo celeberrimo balletto, e dei racconti riuniti in un’unica trama operistica da Jacques Offenbach alla fine dell’Ottocento. Ma Hoffmann può esser considerato a buon diritto come l’inventore del genere horror, che egli però seppe sublimare a livelli letterari altissimi: il suo Uomo della sabbia, non a caso, fu alla base dell’elaborazione del concetto di “perturbante” da parte di Siegmund Freud, che gli dedicò un saggio nel 1919.
Prima ancora di consacrarsi alla letteratura, tuttavia, Hoffmann (che fu anche giurista e abile disegnatore) pensò seriamente di diventare musicista; proprio in segno di devozione verso il suo idolo, Wolfgang Amadeus Mozart, arrivò persino a modificare il proprio terzo nome, Wilhelm, in quello di Amadeus, quasi a suggellare un legame ideale con il grande compositore salisburghese. L’opera Undine, di cui Hoffmann compose la musica e che fu molto apprezzata da Carl Maria von Weber, rappresenta una tappa importante nella storia del teatro musicale: con essa si posero infatti le basi dell’opera romantica tedesca.
Non sorprende, dunque, che negli scritti di Hoffmann il confine tra musica e letteratura sia sempre sottilissimo: molti dei suoi racconti ruotano attorno al potere della musica, evocativo e inquietante; e tra i suoi personaggi più celebri spicca il maestro di cappella Johannes Kreisler, artista geniale e tormentato che rappresenta per molti aspetti il suo alter ego.
Ma Hoffmann svolse un ruolo decisivo anche come critico musicale: fu, tra l’altro, il primo grande esegeta della musica strumentale di Beethoven, che egli descrisse come l’arte romantica per eccellenza, capace di aprire all’ascoltatore le porte dell’infinito.
In questo ciclo di trasmissioni seguiremo il filo delle riflessioni e delle passioni di Hoffmann – e cercheremo di farlo con le orecchie di Johannes Kreisler.
Il ciclo è stato realizzato con il sostegno di Fondazione CR Firenze.
18/05/2026
Un viaggiatore, alloggiato presso un albergo confinante con un teatro, assiste quasi per caso a una rappresentazione del Don Giovanni: questo racconto ci fornirà lo spunto per ripercorrere il capolavoro mozartiano con gli occhi di Hoffmann, che a quest’opera dedicò più di uno scritto e che vide in Mozart il vertice inimitabile della drammaturgia musicale. La serata prenderà poi una piega inaspettata, e le tragiche vicende della vita reale si intrecceranno con quelle del dissoluto punito.
11/05/2026
Prendendo le mosse dal primo racconto scritto da Hoffmann, entreremo dentro la sua estetica musicale dalla porta del melodramma. Un personaggio misterioso, incontrato dal narratore del racconto, ci condurrà nella sua abitazione e suonerà per noi alcune delle più belle pagine di Christoph Willibald Gluck, compositore che per Hoffmann costituiva uno spartiacque tra due ere del teatro musicale, e un modello da imitare per tenere costantemente alto il livello qualitativo dell’opera in musica. Alla fine, l’identità del misterioso personaggio sarà svelata.
04/05/2026
In questa prima trasmissione faremo la conoscenza con il maestro di cappella Johannes Kreisler, creatura uscita dalla fantasia di Hoffmann. Kreisler incarna il musicista ipersensibile, incapace di accettare l’uso dilettantesco e superficiale che della musica è solita fare la ragionevole società borghese: lo vedremo alle prese con un’esilarante, e al tempo stesso tormentosa, serata musicale in casa del consigliere privato Röderlein.