Partiture d’Europa

Rubrica mensile dedicata alle città della musica, ovvero quelle città che hanno contribuito, con la loro storia e le loro tradizioni, allo sviluppo e allevoluzione della musica classica in Europa.

Al microfono Laura Guarnieri.

a cura di Claudio Martini,

in onda il primo sabato del mese alle 15.40 e in replica il lunedì successivo alle 10.40

Puntate

Zagabria

La storia di Zagabria, capitale della Croazia, affonda le sue radici nel neolitico, nella dominazione romana, nelle invasioni mongole e nella nascita, ai primi del Seicento, di un’entità municipale che unificava vari villaggi limitrofi. Sul piano culturale Zagabria è sempre stata la realtà di punta del mondo croato, grazie alla sede vescovile fondata nel 1093 ed all’Università (Neoacademia Zagrabiensis), aperta nel 1669 dai Gesuiti.

Troveremo dunque una profonda e ricca tradizione musicale, incentrata sul canto sacro e sulle radici nazionali croate. Conosceremo importanti compositori locali come Vatroslav Lisinski, Ivan Zajic (detto il “Verdi croato”), che hanno forgiato lo spirito peculiare della musica croata.
Ed incontreremo la ricca generazione di autori moderni e contemporanea, di cui fanno parte artisti come Stjepan Šulek, Millo Kelemen, Ivo Malec ed altri.
A Zagabria sono poi nati interpreti internazionalmente celebrati (come il soprano Zinka Milanov, il violinista Zlatko Baloković ed il controtenore Max Emanuel Cenčić) ed acclamati complessi musicali, tra cui spiccano i Solisti di Zagabria.


Kiev

Gli avvenimenti drammatici dell’invasione russa dell’Ucraìna ci portano a Kiev, capitale dell’Ucraina, martoriata dalle bombe come altre città che abbiamo imparato a conoscere: Mariupol, Kharkiv, Sumj, Mikholaiv e tante altre. Una puntata di solidarietà e di conoscenza al tempo stesso. Solidarietà con un popolo aggredito che difende la sua libertà e la sua vita; conoscenza di una cultura musicale ricca e variegata.
Conosceremo la straordinaria tradizione del canto religioso ortodosso e le composizioni barocche o protoclassiche di compositori come Maksym Berezovsky, Dmytro Bortniansky e Artem Vedel. Scopriremo la nascita di un filone musicale nazionale, creato da musicisti come Semen Hulak-Artemovsky e Mykola Lysenko, e la vena romantica e moderna di autori come Reinhold Glière. Giungeremo fino ai lavori di autori contemporanei come Igor Markevitch, anche eccelso direttore d’orchestra, e Valentin Silvestrov.
Sapremo infine che a Kiev o nei suoi immediati dintorni sono nati musicisti insigni, il più grande dei quali è certamente Vladimir Horowitz. Altri grandi virtuosi da ricordare sono il direttore Jasha Horenstein, il violinista Misha Elman e la giovane pianista Valentina Listisa.


Cluj

Il nostro peregrinare per l’Europa ci porta a Cluj, (Kolozsvár in magiaro), importante città della Romania e in particolare della Transilvania. La sua è una storia ricchissima, perché da sempre è stato un luogo di incontro tra diverse lingue, culture e religioni. Vi hanno infatti abitato ungheresi, ebrei, rumeni, armeni, slavi, gitani e altri ancora. Questo connubio nasce dall’incontro, avvenuto nel II secolo a.C., tra i Celti venuti dall’ovest e i Daci. Ai tempi dei Romani aveva il nome di Napoca e fu una prospera colonia che commerciava con le città greche del Mar Nero. 

Sul piano musicale troveremo il convivere tra le tradizioni più antiche della cultura popolare e contadina, di radice sia ungherese sia rumena, e le forme proprie della musica classica occidentale, rivisitata comunque in chiave locale.
Vi sono in città e nella regione organi storici, sui quali hanno suonato illustri musicisti, specie di area tedesca e boema. Ed è molto fiorente l’arte violinistica, con tutto il virtuosismo degli zingari.
Seguiremo le vita musicale di Cluj dal Sette-Ottocento – con l’opera e l’operetta in primo piano – fino a un presente segnato da grande attenzione alla musica contemporanea, come testimoniano i lavori di Enescu, Kurtag, Voiculescu e altri autori.


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