Un “viaggio musicale” nel Novecento dei grandi eventi e dei grandi conflitti, il cosiddetto “secolo breve”, narrato da quell’autentico monumento d’arte e di memoria rappresentato dalle quindici sinfonie di Dmitrij Šostakovič. Il genere più importante della musica strumentale classicoromantica trova un suo ideale compimento in queste opere che quasi riassumono l’intera storia del genere stesso, e nelle quali tradizione e modernità si uniscono in modo straordinariamente fecondo. Nei nostri incontri – a esclusione delle brevi Seconda e Terza, trattate insieme – ogni Sinfonia sarà oggetto di uno specifico approfondimento, volto a individuarne la genesi, i significati, la ricezione e anche, in un linguaggio accessibili a tutti, gli specifici contenuti musicali.
Il ciclo va in onda con il sostegno di Fondazione CR Firenze.
26/10/2026
Clamorosa sostituzione di quella “Sinfonia della vittoria” che Šostakovič avrebbe dovuto scrivere alla fine della guerra, la Nona, del 1945, scarta il modello beethoveniano della monumentale forma con coro finale, in favore di una composizione leggera, di contenute dimensioni e sonorità, seppure non priva di significati profondi e di pregnanti perturbazioni espressive.
19/10/2026
Altra Sinfonia “bellica”, l’Ottava del 1943 è quasi interamente incentrata sulla tragedia della guerra, risultando una delle composizioni più cupe e pessimistiche di tutto Šostakovič. La conclusione resta tuttavia aperta, dando un esempio superbo del modo in cui l’autore risolve il problema, sempre cruciale in senso filosofico e compositivo, del Finale sinfonico.
12/10/2026
La Settima, del 1941, ottenne subito notorietà mondiale per il legame con il tema della guerra e, in particolare, con l’assedio nazista di Leningrado. Priva di titoli, ma con evidente riferimento a quegli eventi storici, la Sinfonia svolge con notevole efficacia il compito di salvaguardare, pur nell’espressione del dramma, l’integrità della forma musicale, riuscendo anche a celebrare senza retorica l’esito finale.