Chigiana International Festival: Passage/Paysage

Data: 11/07/2019

Ora: 21:15

Città: Siena

Luogo: Chiesa di Sant'Agostino

Interpreti:

Patrick Gallois, flauto

Valentina Piovano, soprano

Luigi Pecchia, pianoforte

Coro della Cattedrale “Guido Chigi Saracini” diretto da Lorenzo Donati

Passage/Paysage è il titolo del concerto in programma giovedì 11 luglio alle 21.15 nella Chiesa di S. Agostino a Siena per il Chigiana International Festival. Ne sono protagonisti il flautista Patrick Gallois, il soprano Valentina Piovano, il pianista Luigi Pecchia e il Coro della Cattedrale “Guido Chigi Saracini” diretto da Lorenzo Donati. Insieme tratteggiano un “paesaggio” musicale d’ispirazione popolare e rinascimentale. Un paesaggio scoperto nel tardo Ottocento e nel Novecento, quando la musica popolare diventa il grimaldello per scardinare l’equilibrio armonico vigente nella musica colta. Il patrimonio melodico della tradizione rinascimentale è l’altro paesaggio a cui attingere per compiere il passaggio a nuovi linguaggi compositivi.

In programma opere rappresentative di questo passaggio. Gli autori sono Ravel, Bartók, Debussy, Jolivet, Xenakis e Messiaen. Vediamo i brani in dettaglio

Nel 1909 i Concerts Colonne di Parigi ospitarono la prima esecuzione delle Trois Chansons di Claude Debussy. Le reazioni di critica e pubblico furono contrastate. Da una parte interesse e curiosità, dall’altra l’incomprensione della modernità insita nel ritorno allo stile polifonico del XVI secolo.

Le Deux mélodies hébraïques scritte da Maurice Ravel nel 1914 sono servite, vent’anni dopo, come principale capo d’accusa nel processo sulla non sicura arianità del musicista. Le opere di Ravel stavano per avere, in Germania, la stessa sorte di quelle di Mendelssohn. E Ravel dichiarò che sarebbe stato “lusingato di condividere la sorte di questo grande confratello”.

La Suite paysanne hongroise di Paul Arma è un arrangiamento per flauto e pianoforte preparato dal pianista e compositore ungherese su nove brani dei 15 Canti paesani ungheresi per pianoforte del suo maestro Bartók.

Tra i maggiori animatori del gruppo La jeune France assieme a Messiaen, André Jolivet scrisse nel 1944 Chant de Linos. Come annota lo stesso compositore, “il Chant de Linos era, nell’antichità greca, una varietà di trenos: un lamento funebre, un pianto interrotto da grida e danze”.

Olivier Messiaen scrive Le merle noir nel 1952. Si tratta di uno dei primi lavori in cui Messiaen identifica in modo preciso il canto di un uccello. Si manifesta così la passione ornitologica che indurrà il compositore a inventariare i canti degli uccelli per includerli nella propria musica.

Zyia è una composizione giovanile di Iannis Xenakis che raccoglie diversi elementi. Vi si ritrovano melodie modali greche, fioriture virtuosistiche, armonizzazioni al modo degli organa medioevali, clusters e serie ritmiche aritmetiche.