Donatello a Prato: la lettera ritrovata

Data: 09/05/2022

Città: Prato

Luogo: Archivio di Stato

Fino a 02/09/2022

Donatello a Prato: una lettera ritrovata in mostra all’Archivio di Stato di Prato da lunedì 9 maggio insieme ad altri documenti che riguardano l’artista. Secondo lo storico dell’arte Francesco Caglioti si tratta di “uno dei documenti più curiosi e rivelatori su Donatello”. La lettera, scritta da Matteo degli Organi nel 1434 e andata perduta nell’Ottocento, è stata recuperata di recente grazie a una storia in cui senso civico e spirito di appartenenza alla comunità si legano all’attento lavoro di ricercatori e archivisti.

Per celebrare il ritrovamento della lettera l’Archivio di Stato di Prato presenta un percorso espositivo che espone i pezzi più significativi del corpus documentario riguardante Donatello conservato a Prato. La mostra, realizzata grazie al contribuito della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, resterà aperta fino al 2 settembre.

In occasione dell’inaugurazione, il 9 maggio alle 16.30, Francesco Caglioti, curatore della mostra Donatello, il Rinascimento, attualmente in corso a Firenze a Palazzo Strozzi e al Museo Nazionale del Bargello, terrà nella sala conferenze dell’Archivio di Stato una prolusione su Donatello e la storia del cantiere del pulpito pratese dal titolo: Donatello per Prato.

La preziosa lettera circolava da tempo sul mercato antiquario ed è stata offerta ad Alberto Batisti, direttore artistico della Camerata strumentale Città di Prato. Rendendosi conto del suo valore documentario, Batisti ha informato Diana Toccafondi, già Soprintendente della Soprintendenza archivistica e bibliografica della Toscana. Così è cominciata l’operazione di recupero. Il direttore dell’Archivio di Stato di Prato, Leonardo Meoni, ha svolto un’accurata ricerca: è stato confermato che il documento era già segnalato da Cesare Guasti nel 1865 come appartenente all’archivio del Patrimonio ecclesiastico, ente istituito dal Granduca Pietro Leopoldo nel 1783-85 per gestire i patrimoni e gli archivi provenienti dalle compagnie di devozione e da alcune chiese e conventi. Grazie alla mediazione di Diana Toccafondi, il proprietario ha deciso di donare la lettera all’Archivio di Stato di Prato che ne è legittimo proprietario.

La lettera ritrovata

Si tratta di una lettera che il maestro d’organi Matteo da Prato (1391 – 1465), detto Matteo degli Organi, scrive da Firenze il 19 giugno 1434 agli Operai del Sacro Cingolo su richiesta dell’amico Donatello. Matteo è stato testimone del contratto tra l’artista e l’Opera per la realizzazione del pulpito. “La lettera rappresenta una fonte documentaria fondamentale per comprendere l’attività pratese di Donatello e i rapporti dell’artista con la committenza nella realizzazione del pulpito esterno della Pieve, oggi Cattedrale, costruito per le ostensioni pubbliche del Sacro Cingolo mariano”, sottolinea Diana Toccafondi. Con linguaggio vivace e arguto Matteo degli Organi informa i committenti pratesi che Donatello ha appena terminato la prima “storia” (cioè la prima formella) per il pulpito della Pieve di Prato e che a Firenze tutti coloro che se ne intendono vanno dicendo “che mai si vide simile storia”. La lettera continua comunicando la buona disposizione di Donatello a proseguire il lavoro, soprattutto se incoraggiato da “qualche danaio” da spendere per le prossime feste di San Giovanni. Non importa che sia molto – dice Matteo – perché Donatello è uomo “di piccolo pasto” e si contenta di poco, ma è importante che l’artista si senta riconosciuto per ciò che ha fatto e porti l’opera a compimento, perché di maestri come lui se ne trovano ben pochi.

x

Iscriviti alla mailing list di RTC

Per rimanere sempre aggiornati sui contenuti indediti, i palinsesti, i programmi le novità e i nuovi servizi di RTC, iscriviti alla nostra newsletter.

Consento al trattamento, alla conservazione ed alla comunicazione dei miei dati personali con le modalità e gli scopi specificati nella Politica sulla privacy

Ascolta la Radio in Streaming