Monica Bacelli al Maggio

Data: 03/06/2019

Ora: 20:00

Città: Firenze

Luogo: Teatro del Maggio

Musica: Arnold Schönberg, Maurice Ravel, Kurt Weill

Interpreti:

Monica Bacelli, mezzosoprano

Claudio Marino Moretti, pianoforte

Il mezzosoprano Monica Bacelli, accompagnata al pianoforte da Claudio Marino Moretti, è la protagonista di un concerto dalle atmosfere intime lunedì 3 giugno alle 20 nella Sala Orchestra del Teatro del Maggio Fiorentino. Il programma, composto sotto il segno di musica e poesia, si apre con Das Buch der hängenden Gärten op. 15 di Arnold Schönberg dalla raccolta di versi di Stefan George. A seguire i Trois poèmes de Stéphane Mallarmé di Maurice Ravel e in chiusura le Trois chansons scritte da Kurt Weill durante l’esilio parigino.

Quando compone nel 1908 i quindici Lieder su Das Buch der hängenden Gärten, Schoenberg aveva già abbandonato le certezze del sistema tonale diventando il paladino dell’avanguardia musicale. La nuova estetica imponeva l’emancipazione della dissonanza e l’abolizione di ogni punto di riferimento tonale stabile. L’incontro con la poesia visionaria ed ermetica di George invita Schoenberg a mettere in campo nuove possibilità espressive. Il discorso musicale si smaterializza in un’atmosfera di rarefazione sonora e di distacco emotivo. In questo tessuto sonoro la voce passa dal recitativo a frasi melodiche con salti vertiginosi.

“Ho voluto trascrivere in musica le poesie di Mallarmé e particolarmente quel suo speciale preziosismo, tanto ricco di significati profondi.” Così si pronunciò Ravel a proposito dei suoi Trois poème de Stéphane Mallarmé, sottolineando l’influenza esercitata dal poeta su una nutrita schiera di artisti. Tra questi anche Debussy, che, nello stesso anno metteva in musica le stesse liriche. Musicalmente Ravel si ispira al Pierrot lunaire di Schoenberg e alle Trois poésies de la lyrique japonaise di Stravinskij, delle quali adotta quasi lo stesso ensemble strumentale. Qui Ravel sperimenta un linguaggio che accoglie sonorità pungenti, accordi dilatati, passaggi atonali e armonie dissonanti.

Con l’avvento della dittatura nazista i maggiori esponenti della cultura tedesca di origine ebraica furono costretti alla fuga. Tra loro anche c’era anche Kurt Weill che, dopo la fortunata collaborazione con Bertold Brecht, si trasferisce a Parigi. Nella capitale francese è di gran moda il cabaret,  che coniuga ritmi ballabili a un’intonazione del testo chiara, talvolta parlata o gridata. Il cabaret diventa un laboratorio in cui far saltare le barriere tra musica d’arte e musica popolare per compositori come Debussy, Poulenc e Satie. Le Trois chansons di Weill in programma risalgono al 1934. Complainte de la Seine e Je ne t’aime pas sono su testi di Maurice Magre mentre Youkali nasce per la pièce Marie Galante di Jacques Deval.

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photocredits Diego Diaz