Uffizi: ipervisione dantesca

A partire dalla notte tra il 24 e il 25 marzo sarà disponibile sul sito degli Uffizi un’ipervisione dantesca intitolata Non per foco ma per divin’arte. Immagini dantesche dalle Gallerie degli Uffizi. L’esposizione virtuale dedicata a Dante comprende 11 opere appartenenti alla collezione delle Gallerie. Dipinti, disegni e sculture dal Quattrocento all’Ottocento racconteranno la figura, i personaggi e la fortuna dell’Alighieri nella storia dell’arte. Tra queste il celeberrimo affresco di Andrea del Castagno raffigurante il Poeta. Ma anche scene dalla Divina Commedia come La Selva oscura di Federico Zuccari e l’Ingresso nell’Ade con Virgilio di Livio Mehus. E non mancano capolavori di Cimabue, Giotto, Botticelli e Pio Fedi. Introduce l’ipervisione un saggio su Dante e l’arte di Paolo Procaccioli, professore ordinario all’università della Tuscia di Viterbo.

In programma anche un tour (virtuale) negli “inferi” della Galleria. Una visita divisa in due episodi, alla scoperta dei sotterranei della chiesa medievale di San Pier Scheraggio, inglobata nel XVI secolo da Giorgio Vasari nella fabbrica degli Uffizi. Questo viaggio virtuale negli scavi dell’antico edificio riporterà i visitatori alla Firenze di primo Trecento quando nel luogo si riuniva il Consiglio del Popolo di cui fu membro Dante Alighieri. Nel primo video Novella Lapini illustra i rapporti tra la chiesa romanica di San Pier Scheraggio e il Sommo Poeta. La “discesa agli inferi” avverrà con la guida di un ‘Virgilio’ d’eccezione, l’archeologo e curatore dell’arte classica della Galleria, Fabrizio Paolucci. Scendendo negli scavi non visibili al pubblico, Paolucci ci farà recedere a tempi ancora più antichi, fino al periodo romano. Entrambi i video verranno resi disponibili sulla pagina Facebook degli Uffizi la mattina del 25 marzo.

Già alla vigilia del Dantedì, sempre sul canale Facebook degli Uffizi, sarà pubblicato un altro video, sulla Pala di San Barnaba di Sandro Botticelli. Nella pala d’altare, sull’ultimo gradino del trono della Vergine è inciso l’incipit dell’ultimo canto del Paradiso: “Vergine madre e figlia del tuo figlio”. Una preziosa testimonianza dell’ammirazione di Botticelli per il sommo poeta.