Il Quartetto n. 5 di Béla Bartók

24/09 - 17.01

Il Quartetto Végh esegue il Quartetto in si bemolle maggiore n. 5, Sz. 102, BB 110 composto nel 1934 da Béla Bartók.

La partitura è costruita secondo un principio di simmetria palindromica: cinque movimenti disposti secondo lo schema Allegro – Adagio – Scherzo – Adagio – Allegro, con il movimento centrale come asse dell’intera composizione. La simmetria formale non è però sinonimo di staticità. Bartók sottopone il materiale a continue trasformazioni, alternando sezioni di forte energia ritmica, episodi di lirismo rarefatto e momenti di quella particolare “musica notturna” che costituisce uno dei tratti più originali della sua poetica. Nel terzo movimento, Scherzo alla bulgara, l’irregolarità ritmica e l’uso di metri asimmetrici trasformano la danza popolare in un sofisticato laboratorio compositivo.

La lettura del Quartetto Végh, fondato nel 1940 da Sándor Végh, si colloca nella grande tradizione interpretativa ungherese e restituisce alla partitura un equilibrio particolare fra precisione strutturale, incisività ritmica e intensità espressiva. L’ascolto diventa così un’occasione per cogliere la complessità di un’opera nella quale convergono folklore, modernismo e rigorosa costruzione formale.

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