Antal Dorati dirige Beethoven e Mendelssohn

02/09 - 12.40

Il direttore d’orchestra ungherese Antal Dorati dirige la London Symphony Orchestra in pagine di Beethoven e Mendelssohn.

In apertura ascoltiamo Le creature di Prometeo, ouverture, op. 43 scritta da Beethoven nel 1800 su commissione del Teatro Imperiale di Vienna per l’omonimo balletto del coreografo  Salvatore Viganò. L’argomento si rifaceva al mito di Prometeo, donatore della scintilla divina della razionalità all’umanità. Beethoven contribuì con una partitura canoviana, di neoclassica eleganza.

A seguire troviamo la Sinfonia n. 3 in la minore, op. 56 “Scozzese” di Mendelssohn. La prima idea per questa sinfonia nacque nel 1829 a Edimburgo fra le rovine della cappella dove era stata incoronata Maria Stuarda. La partitura definitiva avrebbe visto la luce solo tredici anni anni dopo. Lontana da qualunque intenzione descrittiva o folclorista, la sinfonia evoca piuttosto impressioni e atmosfere di viaggio. Non a caso l’autore prese le distanze dalla musica popolare scozzese, di cui peraltro si ritrovano echi nella composizione.

Sempre nel 1829, a vent’anni, Felix Mendelssohn intraprese un lungo viaggio di formazione passando dalla Gran Bretagna all’Austria, dall’Italia alla Svizzera. In Scozia raggiunse le isole Ebridi, dove visitò la grotta di Fingal. Lì scrisse di getto un abbozzo di venti battute da cui sarebbe nata l’Ouverture conosciuta come Le Ebridi o La grotta di Fingal. La versione definitiva, frutto di tre revisioni, fu eseguita a Londra nel maggio 1832 e riscosse un grande successo.

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