03/11 - 18.14
Neeme Järvi dirige il Capriccio spagnolo op. 34 di Nikolaj Rimskij-Korsakov con la Gothenburg Symphony Orchestra in una registrazione del 1988.
Composto nel 1887 e dedicato all’Orchestra Imperiale di San Pietroburgo, il Capriccio spagnolo nasce originariamente come lavoro per violino e orchestra per poi trasformarsi in una suite sinfonica in cinque movimenti, ispirata a temi popolari iberici tratti da raccolte folkloriche spagnole.
Pur appartenendo alla stagione del nazionalismo musicale russo, il Capriccio spagnolo non punta a un realismo etnografico ma alla celebrazione virtuosistica del colore orchestrale. Rimskij-Korsakov trasfigura i motivi popolari spagnoli attraverso una scrittura brillante e una tavolozza timbrica di straordinaria ricchezza: gli impasti di fiati e archi, i colpi di percussione e le imitazioni chitarristiche dipingono un’“España” immaginaria, più evocata che descritta.
La partitura si articola in cinque sezioni: Alborada, Variazioni, Alborada, Scena e canto gitano, Fandango asturiano. La ripresa dell’Alborada e la brillante coda finale conferiscono unità e slancio ciclico a un discorso altrimenti episodico, trasformando la suite in un vero poema orchestrale. La sua orchestrazione scintillante anticipa l’arte pittorica del suono che influenzerà profondamente Stravinskij e Ravel. È, in definitiva, un esempio magistrale di “illusionismo orchestrale”, dove la Spagna di Rimskij-Korsakov diventa un pretesto poetico per esaltare la magia pura del timbro e del ritmo.